In Kosovo oggi si torna alle urne per le elezioni parlamentari anticipate. Si tratta della terza elezione in 18 mesi, volta a risolvere la situazione di stallo politico. I principali partiti politici non sono riusciti a trovare un accordo sul nuovo presidente entro la scadenza di marzo. La prolungata crisi ha danneggiato l’economia del Kosovo, già in difficoltà a causa della crisi energetica globale. Il partito del Primo ministro Albin Kurti detiene una chiara maggioranza, ma l’elezione del presidente richiede un consenso più ampio. L’opposizione accusa Kurti di voler controllare tutte le istituzioni politiche. Gli analisti non prevedono cambiamenti significativi nell’esito delle elezioni. La situazione di stallo politico ha ritardato l’accesso ai fondi dell’Unione Europea.
Le elezioni di oggi sono state indette dopo che i principali partiti politici non sono riusciti a raggiungere un accordo entro la scadenza di marzo su chi dovesse succedere all’ex presidente Vjosa Osmani. Le prime elezioni, tenutesi nel febbraio 2025 e risultate inconcludenti hanno lasciato il Paese senza un governo funzionante per gran parte dello scorso anno, costringendo a indire nuove elezioni a dicembre.
Il kosovo è uno Paesi più giovani e poveri d’Europa:ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, dopo la guerra del 1998-99, conclusasi con un bombardamento della Nato che ha costretto la Serbia al ritiro.










