HomeAnconaCronacaVallemiano è viva. Ma risalta l’abbandono. Edifici fatiscenti e con troppa sporciziaViaggio nel quartiere anello di congiunzione tra il centro e il Piano. Una zona con tante attività, ma con molte contraddizioni: ci sono. artigiani, palestre, supermercati, centri sportivi. Ma con poco decoro.Viaggio nel quartiere anello di congiunzione tra il centro e il Piano. Una zona con tante attività, ma con molte contraddizioni: ci sono. artigiani, palestre, supermercati, centri sportivi. Ma con poco decoro.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDa un lato il sottopasso di via Lotto e le scalette che portano in via De Gasperi, dall’altro la caserma dei vigili del fuoco. Vallemiano è meno di un chilometro di strada a due passi dal centro, dalle fermate dei bus e dalla caserma dei pompieri, una via in cui si può trovare quasi di tutto: dagli impianti sportivi (piscina e campo da basket e calcetto, ma anche il campo da calcio sotto all’asse) alle palestre (ce ne sono ben tre, la quarta ha chiuso da poco tempo), due supermercati (Eurospin e Coop), la Poliarte, l’area dell’ex mattatoio con il suo parcheggio, il gattile e la Casa delle Culture, e poi bar, pizzerie, attività artigianali, il veterinario, la Casa del Caffè, l’emporio cinese, l’officina Lombardi & Moroni, il meccanico Ausili, la parrocchia di San Paolo, che molto tempo fa gravitava intorno alla famosa chiesetta di legno che si trova sotto al cavalcavia e che poi s’è spostata verso i vigili del fuoco. L’elenco delle attività presenti è incredibilmente lungo, insomma, come è lunga la fila d’auto che entra ed esce quotidianamente dall’Eurospin, che ha aperto i battenti nel periodo post Covid e che oggi attira molta gente anche dal quartiere del Piano, visto anche che piazza Ugo Bassi dista meno di 400 metri. Eppure oggi Vallemiano rappresenta la prima "periferia" del centro di Ancona: sorta intorno al torrente Miano anche con lo sviluppo dell’ex mattatoio negli anni Trenta, la zona è stata inglobata nell’espansione urbana degli anni Cinquanta e Sessanta. Molti edifici che sorgono lungo la strada si affacciano anche su via De Gasperi, via Almagià o via Martiri della Resistenza. Dall’altra parte per un tratto c’è la ferrovia, più in alto l’ex mattatoio – oggi parcheggio selvaggio e malridotto, contornato da edifici fatiscenti, dal gattile e dalla Casa delle Culture – e la caserma dei vigili del fuoco. Una zona centrale, dunque, a due passi da tutto, con tante attività, eppure abbandonata a se stessa, piena di sporcizia, di immondizia, bottiglie e lattine lasciate nel verde o gettate oltre la recinzione, abiti abbandonati accanto ai contenitori predisposti per accoglierli. Una via immersa in una penombra inquietante quando le saracinesche si abbassano, le luci si spengono e i cancelli si chiudono, Vallemiano come via Paolucci che la collega con via della Ferrovia, come pure il sottopassaggio di via Paolucci stessa che porta al campo sportivo ma anche alla ciclopedonale che parte da quel punto per arrivare a Portonovo. Un posto che potrebbe vantare anche un potenziale turistico, insomma, ma da non mostrare ai turisti per lo stato in cui versa, nonostante i tanti esercizi commerciali contribuiscano a tenere viva tutta l’area.