Centomila segnalazioni di materiali pedopornografici e riguardo abusi sui minori online ricevuti nel 2010 dal National center for missing and exploited children (Ncmec), una delle principali entità che si occupa di bambini scomparsi negli Stati Uniti. Nel 2025, la sua CyberTipline – uno strumento per le segnalazioni sullo sfruttamento sessuale minorile online anche in altri paesi - ne ha ricevute oltre 21,3 milioni contenenti più di 61,8 milioni di immagini, video e altri file collegati a casi di sfruttamento sessuale minorile.Uno dei trend più significativi riguarda la crescita esponenziale dei casi connessi all’intelligenza artificiale generativa (1,5 milioni di segnalazioni). Parallelamente, il Ncmec ha registrato un forte aumento dei casi associati alla tratta sessuale di minori online: il numero di segnalazioni è passato da 8.480 nel 2023 a 105.877 nel 2025, con un incremento superiore al 1.100%.Secondo un rapporto del Parlamento europeo, nel 2024 vi sono state oltre 20,5 milioni di segnalazioni relative a materiali di abuso sessuale minorile online. Particolarmente significativo è stato l’aumento delle segnalazioni legate a contenuti generati tramite intelligenza artificiale, da circa 4.700 casi nel 2023 a oltre 67mila nel 2024. Un incremento del 1.325% di attività che principalmente coinvolgono l’Europa.Ogni segnalazione può nascondere centinaia di migliaia di file (fotografie, video, documenti) che un investigatore umano deve esaminare singolarmente. In molte giurisdizioni, l'analisi di un singolo sequestro informatico richiede da sei mesi a un anno. Nel frattempo, le vittime rimangono nell'ombra, i materiali continuano a circolare, e chi conduce quelle indagini accumula un carico di esposizione a contenuti devastanti che possono sfociare in disturbo post-traumatico da stress.Poi è arrivata l'intelligenza artificiale, e i tempi si sono ridotti da mesi a ore.Un hub globale, 128 paesi, oltre 1.500 investigatori specializzati“Immaginate un laptop sequestrato a un sospettato”, spiega a Wired Italia Irakli Beridze, responsabile del Centro per l'intelligenza artificiale e la robotica dell’Unicri, l'istituto delle Nazioni Unite con sede a Torino che si occupa di prevenzione del crimine e rafforzamento dei sistemi di giustizia. “All'interno possono esserci migliaia, in alcuni casi milioni di file. Quando non si usava l’intelligenza artificiale, gli agenti guardavano ogni singolo file, uno per uno. Con un classificatore AI, oggi, l'intero processo si completa in un giorno”.Nel 2020, prima che l’AI assumesse l’attuale rilevanza mondiale, l’Unicri in partenariato con il ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti lanciò il programma AI for Safer Children, concepito per trasferire competenze e strumenti di intelligenza artificiale alle forze dell’ordine di tutto il mondo. Due anni dopo, mentre gli strumenti di intelligenza artificiale generativa si diffondevano su larga scala, l’AI for Safer Children Global Hub è diventato operativo. Si tratta di un’iniziativa mondiale dedicata all’uso dell’intelligenza artificiale per la protezione dei minori attraverso una piattaforma online che cataloga oltre cento strumenti AI, accessibili gratuitamente a qualunque agenzia investigativa, indipendentemente dal livello di competenza tecnica e nelle sei lingue ufficiali dell’Onu.Ad oggi, la piattaforma conta investigatori provenienti da 128 paesi, per un totale di oltre 1.500 utenti attivi. Più di 2.700 agenti in circa 65 paesi hanno ricevuto formazione diretta attraverso il programma. Gli strumenti catalogati nell’Hub coprono l’intero arco investigativo: dalla prima selezione e classificazione dei materiali segnalati fino alla presentazione delle prove in sede giudiziaria.Come l'intelligenza artificiale accelera le indaginiI classificatori automatici di immagini e video sono la prima linea. Addestrati su dataset di materiali precedentemente identificati come abusivi, o mediante una combinazione di tecniche come il rilevamento di nudità e la stima dell’età, questi algoritmi percorrono interi archivi digitali e separano i file potenzialmente rilevanti da quelli irrilevanti in tempi incomparabili con quelli umani. Il lavoro dell’investigatore si riduce alla revisione della classificazione, con un guadagno enorme sia in termini di tempo che di salute mentale.Una seconda categoria di strumenti applica il riconoscimento degli oggetti e delle scene per aiutare a geolocalizzare dove i materiali sono stati prodotti. È un lavoro di microscopico. L'angolo di una finestra, il modello di una presa elettrica, la forma di un'insegna parzialmente visibile sullo sfondo. In un caso documentato, il confronto tra i dettagli ripresi in un video e il database fotografico di una piattaforma mondiale di prenotazione alberghiera ha permesso di identificare la città e il paese in cui l'abuso aveva avuto luogo.Gli strumenti di elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, Nlp) consentono agli investigatori di analizzare cronologie di conversazioni alla ricerca di prove di contenuti illegali: un’operazione che richiederebbe centinaia di ore a un analista umano. L’AI identifica elementi di rischio, pattern linguistici ricorrenti e connessioni tra utenti.Un accesso globale agli strumenti per proteggere i minoriL’accesso a questi strumenti non dovrebbe essere limitato dalla mancanza di fondi o di consapevolezza, poiché sono fondamentali per contrastare gli abusi sessuali sui minori. Quello che conta, in ultima istanza, sono le vittime e i bambini che attendono di essere messi in salvo. Per questo motivo, l’Unicri ha ottenuto l’impegno da parte di tutti gli sviluppatori di tecnologie aderenti al programma AI for Safer Children a fornire le proprie soluzioni gratuitamente ai paesi in via di sviluppo, qualora necessario per risolvere un caso specifico. Molti dispongono già di versioni gratuite dei loro strumenti proprio per questa ragione: nessun caso dovrebbe restare irrisolto perché un paese non può permettersi uno strumento.Il modello di accesso è volutamente universalista non solo per ciò che concerne la collaborazione tra paesi: l’Unicri ha negoziato con i fornitori commerciali di strumenti AI la possibilità di offrire versioni gratuite o – nei casi in cui un paese non possa permettersi la licenza per un'indagine specifica – l'accesso temporaneo e gratuito tramite la mediazione dell'istituto.Rimane aperta la questione del ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche. Google, Microsoft, OpenAI, Anthropic: tutte sviluppano strumenti che potrebbero essere applicati al contrasto e prevenzione dello sfruttamento e dell’abuso sessuale minorile online, e alcune lo fanno già. Ma il contributo complessivo del settore è ancora considerato insufficiente da molti osservatori. Beridze non fa eccezioni: “La mia opinione è che tutti dovrebbero fare di più: le aziende tecnologiche, i governi, ognuno di noi. Il problema è enormemente più grande di qualsiasi singola iniziativa di contrasto”.L’Unicri, dal canto suo, mantiene una posizione di terzietà. “Come Nazioni Unite, non promuoviamo strumenti specifici né facciamo pubblicità a nessuna azienda”, precisa Beridze. “Il nostro obiettivo è quello di aiutare gli investigatori a capire quali tecniche esistono e quali strumenti corrispondono a quelle tecniche, per condurre le indagini in modo più efficace”.La doppia faccia della stessa tecnologiaTuttavia, lo stesso sviluppo dell’intelligenza artificiale che consente di classificare milioni di immagini sta producendo anche una nuova categoria di materiali abusivi: deepfake, immagini sintetiche di minori generate o manipolate artificialmente, creazione di false identità (voci e immagini), e manipolazione emotiva mediante messaggi automatici personalizzati per adescare i bambini.La crescita esponenziale di questo fenomeno pone sfide sul piano tecnico e giuridico. In molte giurisdizioni la normativa punisce la produzione e la detenzione di materiali che ritraggono vittime reali, ma non ha ancora sviluppato una risposta univoca rispetto alle immagini generate dall’AI. Parallelamente anche gli stessi strumenti di rilevazione e classificazione incontrano difficoltà operative, essendo stati addestrati su dataset che non comprendevano questa nuova tipologia di contenuti.“Il problema è enorme”, ammette Beridze. “Noi con AI for Safer Children stiamo contribuendo ma non possiamo salvare tutti i bambini del mondo. Il volume delle segnalazioni che arriva solo al database Ncmec è già incomprensibile”.Il decennale e le nuove sfide dell’UnicriIl Centro per l’intelligenza artificiale e la robotica è stato inaugurato all’Aia nel 2017: si tratta di uno dei primi programmi dell’Onu dedicati all’intelligenza artificiale. L’anno prossimo ne ricorre il decennale, nel frattempo ha prodotto con Interpol, l’organizzazione internazionale di polizia criminale, le prime linee guida per l’uso etico e responsabile dell’AI, sta conducendo formazione in tutto il mondo per le forze dell’ordine e gli organi del giudiziario e opera nel settore educativo divulgando conoscenze sui benefici e i rischi dell’AI. La sua operatività dimostra l’enormità della sfida: la tecnologia avanza più velocemente delle leggi, dei protocolli investigativi, dei trattati internazionali e dei nostri modelli sociali. L’uso criminale delle nuove tecnologie e le reti di sfruttamento operano tra giurisdizioni diverse, spesso sfruttando proprio le lacune nella cooperazione tra stati. E lo stesso AI Hub, per quanto accessibile, copre oggi circa due terzi dei membri delle Nazioni Unite.In questo scenario, l'intelligenza artificiale non è la soluzione. È lo strumento più potente disponibile ma anche la principale nuova minaccia. Imparare a usarla meglio dei criminali che già la usano è, per ora, l'unica risposta possibile.
L’intelligenza artificiale contro sé stessa: così l’AI aiuta a combattere gli abusi online che contribuisce a creare
L'AI sta cambiando il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, ma perché questa tecnologia è anche la principale minaccia?
UNICRI fornisce strumenti AI gratuiti a investigatori di 128 paesi per abusi su minori: automazione riduce l'analisi da mesi a ore. Per CTO, il segnale critico: generative AI amplifica rischi di abuso (1.5M nel 2025) fornendo simultaneamente il detection tool.









