Il caso è pendente in appello. Il processo di primo grado con al centro gli spari nel buio in una notte d’estate, si è concluso nei mesi scorsi con una condanna a 2 anni e due mesi. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 3 anni e un giorno per l’imputato, un 30enne della zona. Un processo nel quale sono sfilati tanti testimoni, oltre la parte offesa e i carabinieri che condussero le indagini. Un caso, questo, con al centro spari veri e spari a salve. L’accusato – lo assiste l’avvocato Alessandro Catarsi – anche nel processo di secondo grado che deve svolgersi, dovrà difendersi dall’accusa di lesioni aggravate e porto d’arma da fuoco senza autorizzazione.
Fu chiamata "Mezzanotte di fuoco", l’operazione dei militari dell’Arma su quanto accadde in Viale Italia il 22 giugno 2022. Spari a salve, secondo l’accusa – sostenuta a Pisa dal pm Giovanni Porpora – per coprire spari veri. Furono i cittadini a chiamare i carabinieri che, appena sul posto, procedettero all’identificazione di svariate persone. Durante i controlli, però, da una macchina in corsa sulla strada partirono alcuni spari. Scattò l’inseguimento e fu individuato il 30enne trovato in possesso di una scacciacani che ammise di aver esploso i colpi a salve: fu portato in caserma e denunciato in stato di libertà. Il movente? Una lite iniziata in un locale. Il giovane – emerse – riferì di aver voluto spaventare alcuni coetanei con cui si era azzuffato per vecchi rancori.






