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Jakub Józef Orlinski è una delle personalità più originali e trasversali della scena musicale internazionale L’artista ha ridefinito l’immagine del cantante barocco contemporaneo: atleta, performer, interprete raffinatissimo
Jakub Józef Orlinski è una delle personalità più originali e trasversali della scena musicale internazionale: ballerino di breakdance, cantante dalla voce di una purezza sorprendente, è riuscito a conquistare un pubblico che va oltre la musica classica. Questa sera alle ore 20 al Teatro alla Scala il controtenore polacco Orlinski è protagonista di un recital costruito come un viaggio attraverso virtuosismo, malinconia e seduzione sonora. L’artista ha ridefinito l’immagine del cantante barocco contemporaneo: atleta, performer, interprete raffinatissimo, capace di unire rigore stilistico e immediatezza comunicativa. La sua cifra distintiva è una combinazione rara di eleganza vocale, intensità emotiva e carisma teatrale, che lo ha reso una delle figure più riconoscibili della musica classica di oggi. Insieme al pianista Michal Biel, storico partner musicale, Orlinski presenta alla Scala un programma che intreccia il grande repertorio di Händel e Purcell con la lirica polacca del Novecento e del tardo Romanticismo, creando un percorso musicale di forte identità personale, e offrendo al pubblico più di un semplice recital, ma un ritratto musicale di un artista che ha saputo trasformare il repertorio antico in un’esperienza profondamente contemporanea. L’artista è stato capace di parlare tanto agli appassionati del Barocco quanto a un pubblico nuovo, attirato dalla sua immagine e dai suoi contenuti artistici, non a caso è seguito su Instagram da oltre 350mila follower. Ama definirsi "un esploratore". Secondo il Telegraph, Orlinski "è la prima superstar del mondo operistico che ha conquistato la Gen Z", mentre per il Sunday Times il cantante "ha la voce di un angelo". Orlinski è nato nel 1990, figlio di genitori pittori e grafici, nipote di architetti e si è avvicinato alla musica ancora bambino partecipando a un coro amatoriale in Polonia, non ha mai voluto frequentare una scuola di musica perché appassionato di ogni tipo di sport non voleva abbandonare nessuna disciplina intrapresa: skateboard, tennis, breakdance. Orlisnki racconta: "Mi piaceva mischiare tutto, dalla musica agli sport estremi, dalle acrobazie alla libertà totale d’espressione". A diciotto anni si iscrive alla facoltà di Musica all’Università Chopin di Varsavia, poi vince una borsa di studio alla Juillard di New York. Il resto è leggenda. Il cuore del concerto pensato per il pubblico del Pieramrini è il Barocco teatrale di Händel: dalle ombre tormentate di "Voi che udite il mio lamento" (da Agrippina) e "Un zeffiro spirò" (da Rodelinda), alla furia spettacolare di "Furibondo spira il vento" (da Partenope), fino a "Coronato il crin d’alloro" (da Agrippina) e "Siam prossimi al porto" (da Rinaldo). A cui Orlinski affianca l’universo poetico di Henry Purcell, con brani celebri come "Sweeter than Roses" e "Music for a While". Particolarmente significativa è la presenza in programma di due compositori polacchi. Il primo è Tadeusz Baird, una delle figure centrali della musica polacca del secondo Novecento. Il secondo è Mieczyslaw Karlowicz, compositore nato in Bielorussia da una famiglia di origini lituane che nel corso della sua breve vita (morì a trentadue anni travolto da una slavina) con il padre etnografo viaggiò molto e frequentò culture e paesi diversi che ritornano nella sua musica.









