Assemini-Decimomannu-Elmas.07 giugno 2026 alle 00:29Cittadini organizzati in un comitato: «Vogliamo essere ascoltati, c’è anche chi perderà la casa»
Il progetto di riqualificazione della Statale 130 “Iglesiente”, un’opera monumentale attesa da decenni per eliminare i pericolosi incroci a raso tra Cagliari, Elmas, Assemini e Decimomannu, si è trasformato in un focolaio di tensione sociale nell’hinterland cagliaritano. Sebbene l’intervento sia considerato vitale per fluidificare il traffico e aumentare la sicurezza stradale, il modo in cui sono state annunciate le procedure di esproprio ha scatenato una dura reazione da parte dei proprietari coinvolti, che si sono sentiti ignorati dalle istituzioni.
Notifica collettiva
Il punto di rottura risiede nella gestione informativa. Molti cittadini hanno scoperto per puro caso, consultando gli Albi pretori comunali, che le proprie terre, le proprie attività e, in alcuni casi, perfino le loro abitazioni sono destinate a essere frazionate o espropriate. Nonostante la legge permetta di ricorrere alla notifica collettiva mediante Albo pretorio quando i soggetti interessati superano le cinquanta unità, i residenti hanno vissuto questa scelta come un’operazione condotta “in sordina” e priva della necessaria trasparenza, scatenando un’ondata di indignazione sui social media e portando alla nascita, proprio in questi giorni, di un comitato spontaneo. La confusione è stata ulteriormente alimentata da incertezze temporali riguardo ai termini per presentare le osservazioni, un nodo che ha richiesto l’intervento chiarificatore dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici.











