«Il nostro obiettivo è trovare fondazioni ed enti che siano interessate all’acquisto, ma è anche vero che siamo già stati contattati da catene alberghiere». In vendita per circa tre milioni di euro non c’è una villa lussuosa o un complesso, ma un intero isolotto che si trova al confine tra Torre Annunziata e Castellammare. Si tratta dello Scoglio di Rovigliano, l’annuncio si trova su immobiliare.it e recita così: «A soli 500 metri dalla costa, nel cuore del Golfo di Napoli, sorge lo Scoglio di Rovigliano: un’isola privata di circa 5.800 metri quadrati che si svela al mondo come una tela bianca per un intervento visionario e di altissimo profilo. Questa straordinaria proprietà, strategicamente vicina a Castellammare di Stabia e tutelata per il suo inestimabile valore storico e paesaggistico, attende un custode capace di proiettarla nel futuro, trasformandola in una dimora privata di massima rappresentanza o in un rifugio ospitale di livello assoluto».

L’annuncio L’isola in verità, secondo i documenti catastali, ricade nel territorio di Torre Annunziata e i proprietari sono difatti tutti oplontini. Decine di famiglie che hanno passato in eredità alle nuove generazioni un pezzo di quell’isolotto dove ogni anno va in scena il ritrovamento del quadro della Madonna della Neve, protettrice di Torre Annunziata. «Per ottenere le firme dei mandati di vendita, abbiamo inviato i documenti in tutta Europa, i proprietari ormai non sono più in città in gran parte.Tartaruga decapitata trovata sulla spiaggia di Licola: avvertite le autoritàSi tratta di nuove generazioni che non vivono più a Torre Annunziata», precisa Massimo Salice, agente immobiliare della Engel&Volkers che gestisce la vendita di lusso. Nell’agenzia di Corso Italia a Sorrento sono già fissati i primi appuntamenti per la prossima settimana. «Stiamo provando a rendere l’isola pronta alle prime visite, intanto incontreremo i primi imprenditori interessati – chiarisce Salice – e insieme capire cosa è possibile fare sull’isola». In appena due giorni l’annuncio ha già acceso la curiosità di molti e l’interesse concreto di privati che potrebbero trasformare l’isolotto in una meta esclusiva. D’altronde la storia che racchiude è testimoniata proprio dalla sua conformazione, proprio come si legge nell’annuncio. «L'area custodisce delle fondamenta romane in “opus reticulatum” di un antico tempio fino ai resti di un monastero benedettino medievale e una fortezza vicereale del 1564. Questo scrigno in blocchi di calcare racchiude circa 300 metri quadrati di spazi coperti e conserva ancora l'arcano fascino di torri quadrangolari, garitte di avvistamento e cisterne sotterranee, collegate da una maestosa scalinata in pietra di piperno e suggestivi cunicoli a volta che conducono alle terrazze superiori». L’appello Lo scoglio di Rovigliano celebrato fin dall'antichità da Plinio il Vecchio e conosciuto storicamente come Petra Herculis, è parte del paesaggio che da Castellammare guarda a Torre Annunziata. Il primo a chiedere che la vendita non avvenga ad un privato ma al ministero della Cultura o alla Regione è il sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza.Incendio a Giugliano, brucia materiale plastico: colonna di fumo sulla Circumvallazione«Rivolgo un appello al ministero della Cultura affinché valuti l'acquisizione dello scoglio di Rovigliano e ne affidi la tutela al Parco Archeologico di Pompei. Il mito della Petra Herculis riconduce simbolicamente alla nascita stessa di Castellammare di Stabia: si tratta di un bene di straordinario valore storico e paesaggistico che merita di essere preservato e valorizzato come patrimonio pubblico all’interno del circuito archeologico dell’area vesuviana. La prospettiva - afferma Vicinanza - di una sua vendita impone una riflessione seria sul futuro». La tutela Qualora non fosse possibile un intervento diretto dello Stato, Vicinanza auspica che siano la Regione o la Città Metropolitana di Napoli a farsi promotrici dell'acquisizione del bene, garantendone la tutela e la destinazione pubblica. «La Petra Herculis - aggiunge il sindaco - appartiene alla storia di Castellammare di Stabia, ma anche a quella dell’intera Campania. Lo storico stabiese Catello Parisi, in un suo libro pubblicato nel 1842, scrive che “Stabia, antichissima città dei Campani, la sua origine aveva nell’anno 485 prima di Roma, cioè 1238 anni prima dell’era cristiana. Ercole la fondava...”. Quella roccia dunque alla foce del fiume Sarno rappresenta un compendio di mito, leggenda, archeologia, identità e desiderio di futuro».