di

Redazione Sport

La leggenda americana, oggi volto di punta di TNT Sports, parla della finale del Roland Garros fra l'azzurro e il tedesco: «Flavio talento straordinario ma è nettamente sfavorito»

«A Cobolli non do più di un 30% di possibilità contro Zverev». John McEnroe non ha mai avuto peli sulla lingua quando giocava, lo stesso si può dire ora che ha 67 anni ed è volto di punta di TNT Sports. Idee chiarissime come sempre, anche in vista della finale del Roland Garros fra l'azzurro e il tedesco numero 3 al mondo: «Flavio è un talento straordinario ma parte nettamente sfavorito — le parole dell'americano — è un grande atleta, sarà fresco e nervoso, proprio come il suo avversario per cui è una grande occasione. Una vittoria potrebbe spalancargli le porte del successo, sbloccarlo mentalmente e dargli la fiducia necessaria per battere quei top player che finora ha faticato a superare». Sulle spalle di Zverev grava il peso del favorito, ma il pronostico di McEnroe è netto.

Dall'aspetto tecnico a quello gestionale. Se all'americano il tennis di Cobolli piace eccome, lo stesso non si può dire del mondo in cui si è avvicinato alla finale. Più precisamente la critica riguarda la conferenza congiunta con Arnaldi dopo il ritiro di quest'ultimo, che per colpa di un virus non ha potuto prendere parte alla semifinale tutta azzurra. Flavio gli è voluto stare accanto, i due sono amici da sempre: «Non capisco perché l’abbiano fatto. Se Arnaldi è lì per annunciare il ritiro a causa di un virus, perché Cobolli gli sta così vicino? Non era meglio stargli lontano per evitare il contagio?», si chiede McEnroe.