Putin raffredda ogni ogni prospettiva di vertice dopo la lettera aperta con cui Zelensky aveva rilanciato l’ipotesi di un incontro diretto. E dall’Ucraina, come ha confermato il suo presidente, è partito un massiccio attacco su vasta scala di droni su San Pietroburgo, dove sono rimaste ferite quattro persone, tra cui un bambino. Un raid avvenuto in coincidenza con la chiusura del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), mentre il governatore della città baltica, Alexander Beglov, ha rivolto un appello senza precedenti alla popolazione perché rimanesse in casa. Un altro bombardamento di droni ucraini era avvenuto nella giornata inaugurale, il 3 giugno. “Stanotte, i nostri droni hanno percorso una distanza di circa mille chilometri fino alla regione di San Pietroburgo, agli arsenali della Marina nemica e a una base a Kronstadt“, ha scritto Zelensky su X, rivendicando il lancio di droni sulla Russia e definendoli “sanzioni”. “È ora di porre fine a questa guerra. Ma il leader della Russia vuole continuare a combattere. È per questo che le sanzioni ucraine contro questa aggressione stanno funzionando”, ha affermato.

“Le nostre sanzioni a lungo raggio hanno raggiunto anche circa 500 chilometri nella regione di Krasnodar e hanno colpito un deposito di petrolio. Questi sono importanti risultati degli sforzi congiunti dei guerrieri delle Forze Armate ucraine, del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina e dell’Intelligence della Difesa dell’Ucraina. La Russia deve porre fine alla sua guerra e fermare i suoi attacchi. Qualsiasi manifestazione di ingiustizia contro l’Ucraina riceverà una risposta giusta”, ha concluso.