Di: MariaRosaria Maruca Novantacinquemila morti all’anno per mano delle organizzazioni criminali. Un numero che supera perfino i 92’000 causati dalle guerre. Questo è quanto emerso dal primo rapporto globale dell’ONU sulle organizzazioni criminali mondiali, presentato di recente a Palermo, a margine delle celebrazioni per il 34esimo anniversario dalla morte del giudice Giovanni Falcone. Un dato allarmante, che parla di una strage quasi nascosta, ma che evidenzia il legame profondo e quasi indissolubile tra mafia e violenza. Sulla questione abbiamo interrogato Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato.Cosa ci dice questo dato? Perché questa violenza è meno visibile?“È un dato decisamente preoccupante, il quale dimostra che le organizzazioni criminali non hanno smesso di utilizzare la violenza come strumento di affermazione, di controllo del territorio, di radicamento e di potere. Al tempo stesso, questo dato ci dice anche che la minore visibilità della violenza mafiosa rispetto ad altri fenomeni, che hanno numeri di analoga portato, è dovuto al fatto che spesso, quando si parla di morti causati dalla criminalità organizzata, ci si riferisce alle cosiddette guerre di mafia o alle lotte tra gang rivali. Quindi, si tratta di morti che, pur conservando la loro tragicità, sono meno visibili, hanno meno clamore mediatico. Questi omicidi acquisiscono, però, un clamore mediatico più significativo quando le vittime delle organizzazioni criminali sono la società civile, le forze dell’ordine e la magistratura. Il dato è comunque allarmante e richiede lo stesso tipo di attenzione, sia per un dato che per l’altro”.Cos’è l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il CrimineL’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC, dall’inglese United Nations Office on Drugs and Crime) è l’agenzia dell’ONU che si pone l’obiettivo di contrastare e prevenire, con una risposta coordinata e globale, il traffico illegale di oppioidi mortali e altre droghe illecite, il crimine organizzato, la giustizia criminale, il terrorismo e la corruzione. UNODC promuove la giustizia e la sicurezza in tutto il mondo collaborando con i governi e i soggetti interessati per identificare nuove tendenze e minacce criminale, cercando di intraprendere azioni e strategie efficaci. Questi obiettivi sono perseguiti attraverso la collaborazione tra Paesi, la formazione ed il supporto di funzionari governativi, parlamentari e giudici e con la ricerca. La violenza è una risorsa che potremmo definire strategica per le organizzazioni criminali?“Le organizzazioni criminali hanno sempre dosato l’uso della violenza, della corruzione e dell’intimidazione. In realtà la violenza rimane un tratto distintivo delle mafie e lo si comprende anche analizzando la parabola evolutiva degli ultimi 25 anni, ovvero dalla firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale del 2000, fino ad oggi. Vi è una continua dipendenza delle organizzazioni criminali dalla violenza. Basti pensare che al mondo un omicidio volontario su cinque è legato a fenomeni di criminalità organizzata. Il numero sale addirittura ad un omicidio volontario su due in America Latina”.Oltre ai morti diretti, qual è il danno che questa violenza ha sull’economia, le istituzioni e la società?“Al di là della violenza e dell’intimidazione, le mafie in larghi tratti del territorio operano come surrogato dello Stato -in assenza dello Stato- o in modo complementare a esso. Questo è un fenomeno che in misura variabile è presente in ogni continente. Si tratta di governance criminale, che è un’espressione a cui ci si riferisce quando le organizzazioni criminali diventano amministratori locali, quando cominciano a gestire il mercato del lavoro, degli appalti anche per le grandi opere pubbliche. Si parla di governance criminale anche quando le mafie infiltrano l’economia sana e il mondo della politica per decidere sulle gare d’appalto e sulla realizzazione delle opere. Il danno va quindi ben oltre quello immediatamente visibile e infetta larghi tratti dell’economia e della politica”.La violenza mafiosa in Svizzera e nell’Europa centraleCi si chiede, in una situazione di violenza così diffusa, se anche la Svizzera possa essere toccata dal fenomeno. “In base ai dati a disposizione delle Nazioni Unite, che sono dati che si basano sulle fonti governative ufficiali, non abbiamo motivo di ritenere che ci siano grossi cambiamenti in merito alle manifestazioni criminali in Svizzera”, spiega Gallo alla RSI. Nel rapporto pubblicato il 23 maggio a Palermo risulta un dato evidente: l’Europa centrale, come anche la Svizzera, sono interessate principalmente da operazioni economiche legate al narcotraffico. “Vi sono stati diversi arresti registrati in Europa centrale, ma non abbiamo un dato che indichi chiaramente un aumento di violenza in Svizzera nell’immediato”.Un sequestro di cocaina di Paraguay KeystoneLa criminalità organizzata non si occupa più quindi soltanto di traffico di droga, di armi ed esseri umani. In quale altro settore si sta espandendo maggiormente oggi?“Il rapporto evidenzia un coinvolgimento crescente delle mafie mondiali nelle grandi truffe digitali su larga scala. Questo perché? Perché ci si è resi conto, che le truffe digitali su larga scala ampliano in modo esponenziale il ventaglio delle vittime e di conseguenza dei guadagni. La potenziale vittima non è più soltanto l’imprenditore, il piccolo commerciante, l’esercente, chi partecipa alla gara d’appalto, ma è chiunque abbia un telefono cellulare, una carta di credito, un conto in banca. Quindi le mafie hanno fiutato l’affare. È un affare che, appunto, non discrimina più e ha vittime su tutti e cinque i continenti. Rispetto ad altri reati, come il traffico di droghe, quello delle truffe digitali è sanzionato in modo più lieve. Il traffico di stupefacenti rimane l’attività primaria, più redditizia per le mafie a livello mondiale, ma l’incremento dei reati digitali, per le ragioni appena spiegate, sono un dato che abbiamo rilevato”.
95’000 morti all’anno: la violenza invisibile delle mafie nel mondo - RSI
Un rapporto dell’ONU squarcia il velo sulle nuove frontiere criminali - Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Ufficio delle Nazioni unite contro il crimine organizzato: “Dato allarmante”







