“Pensate allo sviluppo di nano particelle per il trasporto dei farmaci, che ci permettono di approcciare un tumore in modo più specifico. E’ questo uno dei progetti innovativi che la fondazione Heal Italia sta sviluppando e portando avanti, grazie anche alla collaborazione di più di cento partners e personale specializzato. La fondazione, in tre anni, ha generato 650 pubblicazioni scientifiche”. Lo dice Mauro Piacentini, direttore scientifico di Heal Italia, a margine dei lavori del forum sulla Medicina di precisione, che si svolge a Palermo.
Oggi la Fondazione Heal Italia è presente su tutto il territorio nazionale e unisce, in un’unica infrastruttura, ospedali, imprese, università e centri di ricerca non solo italiani ma anche esteri, per garantire prevenzione, diagnosi e cure innovative e personalizzate. La struttura societaria vede 30 università ed enti di ricerca, 40 imprese, 22 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs e ricerca), 12 aziende sanitarie. Heal Italia è un partnariato esteso finanziato dall’Unione europea (Next generation Eu) attraverso il ministero dell’Università e della Ricerca grazie ai fondi Pnrr.
Il valore complessivo del progetto è di 117 milioni di euro, di cui 48,6 milioni distribuiti al Sud. La ricerca di base e industriale assorbono quasi l’85% dei fondi: 70,3 milioni ricerca fondamentale; 28,4 ricerca industriale; 11,2 sviluppo sperimentale; 3,6 milioni di aiuti ai poli di innovazione, mentre 3,4 servono per la formazione. altri 22 milioni sono riservati per gli studi di fattibilità gli aiuti all’innovazione per le piccole e medie imprese.







