Bullizzato da ragazzo e vicino ad abbandonare ogni speranza, oggi guida un progetto artistico che coinvolge persone con disabilità e porta nelle scuole un messaggio contro discriminazione e bullismo.
Gaetano De Michele ha 30 anni e dieci anni fa ha fondato l’associazione Gli Angeli dello Spettacolo, con cui promuove progetti di inclusione sociale attraverso musica e arte, coinvolgendo ragazzi fragili e persone con disabilità. Un’idea nata da una storia personale segnata da isolamento e sofferenza a causa di episodi di bullismo. «Arrivai a pesare quasi 100 chili e diventai un bersaglio facile. Il problema non erano solo gli insulti, ma quello che iniziavo a pensare di me stesso: mi sentivo sbagliato», racconta Gaetano a Open. Al compleanno dei suoi sette anni nessuno si presenta, «c’era soltanto la mia famiglia», ricorda oggi Gaetano. A offrirgli una via d’uscita furono la musica e il legame con la nonna paterna Lidia, con cui trascorreva ore ad ascoltare e cantare i grandi classici della musica italiana.
«Quando subisci il bullismo per anni rischi di guardarti attraverso gli occhi di chi ti ferisce»
Le esperienze negative non restano episodi isolati, ma diventano una percezione costante. «Quando subisci il bullismo per anni rischi di guardarti attraverso gli occhi di chi ti ferisce», racconta Gaetano. A scuola, all’oratorio e nei rapporti sociali cresce la sensazione di non essere all’altezza, mentre a casa la sofferenza resta invisibile: «Pensavo di non avere un fisico adatto e di valere meno degli altri. Non dicevo nulla, mi chiudevo nella mia stanza e cercavo di stare da solo con quello che provavo».









