Avevano litigato in mattinata per un sacchetto della spazzatura abbandonato fuori posto. La discussione sembrava chiusa e invece, nel primo pomeriggio, la lite è degenerata in omicidio.
È accaduto a Boscotrecase dove poco dopo le 16, in corso Umberto I, un uomo di 46 anni, Salvatore Solimeno, è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco. Le indagini condotte dai carabinieri di Torre Annunziata hanno portato in carcere due persone: un vicino della vittima di 34 anni, Fulvio Titas, che abita in via Promiscua 22, già noto alle forze dell'ordine, e il 28enne Antonio Guastafierro.
Sarebbe stato proprio quest'ultimo a sparare due volte all'indirizzo di Solimeno. Dopo averlo ferito, lo avevano anche inseguito fin sull'uscio della sua abitazione tentando di esplodere altri colpi di pistola, senza riuscire a raggiungerlo anche grazie all'interno della compagna della vittima.
Con Solimeno ormai privo di vita, i due erano scappati. Ed è iniziata una caccia all'uomo durata oltre tre ore. In un primo tempo si è ipotizzato che Titas si fosse barricato in casa. Sul posto sono sopraggiunti gli investigatori dell'aliquota pronto intervento del Reggimento Campania dell'Arma che hanno fatto irruzione nell'edificio. L'appartamento però era vuoto. Le ricerche sono andate avanti in tutto il territorio e si sono concluse intorno alle 19.30 quando Titas si è presentato alla caserma dei carabinieri di Trecase. Nelle ore successive è scattato anche il fermo di Guastafierro. I provvedimenti della Procura di Torre Annunziata diretta dal procuratore Nunzio Fragliasso dovranno ora essere convalidati dal giudice. Le prime verifiche hanno confermato la versione della lite originata da contrasti legati alla spazzatura. La zona in comune combacia con i due edifici dove abitano Solimene e Titas. Al momento non risultano altri possibili moventi. Dunque davvero il delitto sarebbe stato causato da banalissimi contrasti legati allo smaltimento dei rifiuti. E il sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto, da dieci anni alla guida dell'amministrazione cittadina, racconta a Repubblica un retroscena: «La nostra è una piccola comunità e siamo tutti sconvolti per questo delitto. Non conosco personalmente né la vittima, né l'uomo che si è costituito - premette - però mi è tornato in mente un episodio: non più di due settimane fa, passando proprio per quella zona, avevo notato dei rifiuti ingombranti lasciati sul marciapiede. Scattai una fotografia e segnalai la questione alla polizia municipale. Un agente andò sul posto a controllare, individuò il responsabile e gli intimò di riportare il materiale all'interno perché non era il giorno di conferimento di quel tipo di rifiuti. Ebbene - sottolinea il sindaco Carotenuto - da quello che mi dicono si tratterebbe proprio della persona accusata di aver ucciso il vicino. Restiamo senza parole - sottolinea - la violenza va sempre condannata. Se poi si verifica addirittura per un motivo così futile, per una discussione causata da incomprensioni per i rifiuti, c'è da rimanere scoraggiati. Come amministrazione comunale ci siamo sempre impegnasti sul piano educativo e culturale. Anche sul tema dell'ambiente, non ci limitiamo ad intervenire con telecamere e controlli nelle strade, operiamo anche tra i giovani e nelle scuole. Ma quando si verificano questi episodi, ci rendiamo conto che resta ancora molta strada da percorrere». Ad avvisare i carabinieri erano stati alcuni residenti che, avvertita l'esplosione d colpi d'arma da fuoco, avevano telefonato al 112. Quando i soccorritori sono giunti sul posto, per Solimeno non c'era più nulla da fare. Uno dei proiettili aveva raggiunto la vittima all'arteria femorale, vanificando qualsiasi tentativo di salvarlo.












