“Vedo due Indie convivere negli stessi corridoi di un ospedale di Mumbai – racconta suor Beena Madhavat Devasia, religiosa orsolina e direttrice dell’Holy Family Hospital, una delle più importanti istituzioni sanitarie cattoliche di Mumbai, la capitale finanziaria dell’India -: una moderna e tutelata, l’altra fragile, fatta di migranti e lavoratori senza assicurazione, costretti a rimandare le cure finché anche una malattia lieve diventa grave.
Le tensioni globali - dal costo del petrolio ai conflitti in Medio Oriente - aggravano ulteriormente la loro condizione, facendo salire il prezzo di beni essenziali e cure.
In questo scenario, l’ospedale diventa uno specchio del Paese: accanto a pazienti ben coperti, arrivano persone segnate da precarietà e paura per il futuro.
Lo stesso contrasto attraversa Mumbai: città lanciata verso lo sviluppo, tra tecnologia e ambizioni globali, ma circondata da un’umanità invisibile che affolla le baraccopoli senza lavoro stabile, casa o protezione sociale”.
“Sebbene i cristiani siano una minoranza in India – racconta ancora la religiosa -, la Chiesa cattolica continua a offrire un contributo significativo.








