di
Giampaolo Chavan
Il rapporto tra un sessantenne e una cinquantenne è durato quattro anni. La donna si è difesa dicendosi vittima di stalking ma ora dovrà restituire tutto
Lui le chiede in tribunale la restituzione di ventimila euro per il prestito elargito quando il suo corteggiamento navigava a gonfie vele. Lei rilancia chiedendogliene 25mila tra danni morali e patrimoniali per essere stata vittima di stalking, rivendicato, però, solo in sede civile e non penale. La conclusione? Nella sentenza, la giudice Elena Covi del tribunale di Bolzano ha dato ragione al sessantenne e ha condannato la cinquantenne alla restituzione dei soldi ottenuti dal suo amico, oltre agli interessi legali a partire dal 13 ottobre 2024, giorno del deposito dell’atto di citazione. Lo stalking, ha deciso il tribunale, non c’era, si trattava di episodi isolati e, ha aggiunto l’avvocata Roberta Sommavilla, legale del commerciante, erano incontri capitati per caso. C’era il debito a carico della donna, invece, perché sui bonifici effettuati dal bolzanino appariva come causale la dicitura «prestito». E questa causale l’ha salvato dalla perdita di 20mila euro.
Un rapporto tra alti e bassiNon è certo un lieto fine quello verificatosi nel rapporto tra due altoatesini, durato tra il 2019 e l’agosto del 2023, contrassegnato da alti e bassi fino ad un finale tra carte bollate, accuse reciproche, atti giudiziari e alcuni mesi fa, la sentenza ora diventata definitiva che condanna la signora a rifondere anche le spese legali sostenute dal suo ex corteggiatore pari a 4.237 euro.Sette anni fa, i due si conoscono nel negozio gestito della donna. Nasce così un’affettuosa amicizia, raccontata anche dalle centinaia di messaggi su Whatsapp e riprodotti in aula dal sessantenne. Si tratta di comunicazioni affettuose, fa notare la giudice nella sentenza di tredici pagine a partire dall’esemplificativo messaggio del 13 febbraio 2022 quando il commerciante scrive alla donna: «Ti voglio tanto bene» e lei prontamente risponde: «Anch’io».








