L’ipotesi errore medico. Le accuse della famiglia
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Rinviati a giudizio i quattro medici che ebbero in cura il giornalista e autore tv Andrea Purgatori, scomparso nel luglio del 2023. La decisione è stata presa dalla giudice per le indagini preliminari di Roma, Paola Petti, al termine di una lunga udienza nel corso della quale sono state ascoltate tutte le parti coinvolte. Ai sanitari viene contestato il reato di omicidio colposo. Nel procedimento, il giudice dell'udienza preliminare di Roma ha inoltre autorizzato la citazione come responsabili civili delle due strutture sanitarie nelle quali Purgatori era stato ricoverato prima del decesso.Il tribunale ha anche ammesso nel processo una compagnia assicurativa e riconosciuto ai familiari del giornalista il diritto di costituirsi parte civile. La prima udienza è stata fissata per il 12 gennaio.«Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori» commenta l'avvocato Alessandro Gentiloni Silveri, legale di parte civile per la famiglia Purgatori.Il giornalista è morto a 70 anni il 19 luglio 2023, dopo due mesi dalla diagnosi di una grave forma tumorale. All'indomani della morte, per appurare la correttezza delle cure alle quali era stato sottoposto, i suoi familiari hanno presentato una denuncia alla Procura di Roma, che ha aperto un'indagine per omicidio colposo a carico dei medici.Secondo i periti nominati dalla procura, il giornalista, pur essendo affetto da un tumore al polmone con metastasi, non sarebbe morto a causa della malattia oncologica.
