PADOVA - Ha una data di nascita, che ben poche analoghe realtà italiane possono vantare. E infatti ieri ha festeggiato il compleanno: due secoli in cui la sua storia si è intrecciata con quelle della città. Il 15 luglio 1825 alle iscrizioni lapidee venetiche, greche e romane esposte nella Loggia di Palazzo della Ragione venne dato il nome di Museo di Padova, con la "benedizione" dell'imperatore Francesco I d'Austria che quel giorno era in visita nel capoluogo di Giotto. In due secoli ha traslocato in varie sedi, si è arricchito di collezioni e gli allestimenti si sono rinnovati seguendo l'evoluzione della società. Con successo, perchè oggi, quello avviato nella prima metà dell'Ottocento è il Museo Eremitani, che vanta quasi 400mila visitatori nell'arco dei 12 mesi ed è un unicum con la vicina Cappella degli Scrovegni. Una realtà in evoluzione che sarà oggetto a breve di altri progetti di miglioramento, tra cui la realizzazione di un ingresso adeguato, un'incompiuta di cui si discute da decenni. Ieri nella Sala del Romanino l'assessore alla Cultura Andrea Colasio e la direttrice Francesca Veronese hanno celebrato la ricorrenza offrendo l'ingresso gratuito a tutti e organizzando un incontro per ripercorrere il passato e annunciare le iniziative all'orizzonte.
Musei Civici, duecento anni di tesori d'arte agli Eremitani: oltre 1 milione di visitatori nei poli artistici
PADOVA - Ha una data di nascita, che ben poche analoghe realtà italiane possono vantare. E infatti ieri ha festeggiato il compleanno: due secoli in cui la sua storia si è intrecciata...






