I loro papà sono parecchio famosi (e, qualcuno di loro, una vecchia conoscenza dell’Ariston) ma LDA (figlio di Gigi D’Alessio), Leo Gassmann (figlio di Alessandro Gassmann) e Tredici Pietro (figlio di Gianni Morandi) sono intenzionati a crearsi il proprio nome da soli e, tutti e tre in gara al settantaseiesimo Festival di Sanremo (in partenza stasera con la conduzione di Carlo Conti), sono intenzionati a far vedere al pubblico di che stoffa sono fatti, cercando di porre l’attenzione più sul proprio talento che sul loro background.

Un concetto che Tredici Pietro esprimerà nella sua Uomo che cade, una canzone che “parla del fatto che non esiste punto d’arrivo né punto di partenza – come rivelato dal cantautore in esclusiva per RaiPlay – ma esiste solo il percorso. Non sono di certo io ad essermi inventato questa teoria, ma l’ho capito sulla mia pelle e penso che sia importante saperselo godere, imparare a goderselo, o comunque avere consapevolezza del fatto che la vita è tutta nel percorso. Noi nasciamo e moriamo ma non ce ne accorgiamo né di una né dell’altra cosa. Tutto il resto, invece, va colorato”.

Ventotto anni, all’anagrafe Pietro Morandi, tre album all’attivo e un tormentone, Che gusto c’è con Fabri Fibra, che ha fatto da colonna sonora all’estate 2025. Un successo che, ora, Tredici Pietro proverà a raddoppiare con Uomo che cade: “Parla del fatto che noi non saremo mai soddisfatti – prosegue il cantautore – e quindi dov’è il punto d’arrivo se non sappiamo godercela? Uomo che cade, ma poi si rialza. Ma poi ricade e poi si rialza. In loop”. E quale miglior piattaforma di Sanremo per presentare la sua filosofia: “In verità non ho mai pensato che fosse la canzone giusta per Sanremo – ha però voluto specificare – l’ho presentata perché mi piaceva, ma non c’è una connessione diretta”. Di certo, però, il debutto all’Ariston non lo lascia indifferente: “Sanremo è entusiasmo e paura – ammette – e queste due emozioni convivono in me per adesso rimanendo lontane tra di loro e da me, sto lontano con inconsapevolezza e ingenuità. Quella è la formula migliore, per adesso”. Inconsapevole e felice, con la speranza di non fare una “figuraccia”, una parola chiave direttamente dal testo del brano e scelta da Tredici Pietro come anticipazione di questa sua Uomo che cade.