Il viaggio a giugno di Leone XIV in Spagna sta lentamente prendendo corpo e dovrebbe prevedere, nella tappa di Madrid, a giugno, un discorso davanti ad entrambe le Camere del Parlamento riunite. Secondo le indiscrezioni finora filtrate e pubblicate dalla stampa spagnola sarebbe stato il Vaticano ad aver chiesto alle autorità la possibilità di far salutare la nazione al Papa nelle vesti di Capo di Stato e soggetto di diritto internazionale in Parlamento. È stato poi fatto notare che la giornata dell'8 giugno tecnicamente non altererebbe il calendario delle sessioni parlamentari e potrebbe, dunque, risultare quella più idonea, anche se nulla è ancora stato confermato. L'ultimo capo di Stato che ha fatto uso di questa prerogativa è stato Zelensky, nell'aprile 2022, a due mesi dall'attacco russo.

Il viaggio La seconda tappa del viaggio papale in Spagna sarà in Catalogna con la Sagrada Familia e il centenario della morte di Antonio Gaudí al centro della visita. Gaudì è da poco venerabile ed è, tra l'altro, ad un passo dalla beatificazione che continua il suo iter. Al momento, nel corso della permanenza papale a Barcellona, è prevista la deposizione di un mazzo di fiori davanti alla tomba di Gaudí, nella cripta della basilica, a seguire la messa solenne presieduta dal pontefice nel pomeriggio, e poi la benedizione della Torre di Gesù, la più alta del tempio, completata solo poco fa. I dettagli organizzativi vengono seguiti attentamente dal vescovo ausiliare di Barcellona, David Abadías, Esteve Camps, presidente-delegato del consiglio di costruzione della Sagrada Famlia, e dal gesuita Enric Puig, coordinatore della visita. Infine, l'ultimo passaggio, è costituito dalle isole Canarie dove anche Papa Francesco desiderava metter piede anche se non ha fatto in tempo per rendere omaggio ai migranti morti e a chi cerca un avvenire migliore in Europa intraprendendo navigazioni e trasferte ad altissimo rischio.I temi Nel discorso alla Camere in seduta plenaria difficilmente Papa Leone potrà sottrarsi al grande e sentito tema degli abusi. In questi anni la Chiesa spagnola è stata letteralmente travolta dopo le inchieste aperte da El Pais che hanno portato migliaia e migliaia di casi in Parlamento, fino alla decisione di procedere per dare alle vittime un congruo risarcimento. La Conferenza Episcopale Spagnola, sotto consiglio della Santa Sede, ha firmato l'8 gennaio scorso l'accordo con il governo per riparare i minori vittime di abusi. Era dal 2023 che se ne discuteva ma senza arrivare mai ad una intesa per il muro contro muro da parte dei vescovi che erano contrari a procedere. L'opinione pubblica spagnola restò letteralmente scioccata quando il Difensore Civico volle rendere noti i risultati di un'indagine che raccoglieva i casi commessi in ambito religioso presentando in parallelo una proposta di risarcimento per le vittime. Nessuno si sarebbe mai immaginato che nel paese europeo dalle forti radici cattoliche si celava un dramma di tal portata. Secondo la Conferenza episcopale, è attualmente in fase di sviluppo un protocollo per i risarcimenti, previsto dall'accordo, che dovrà definire il ruolo e le azioni dei vescovi, del difensore civico e del governo.