di
Flavio Vanetti
I Knicks espugnano ancora il campo degli Spurs (105-104) e puntano a chiudere la serie nelle due partite casalinghe
Non è ancora il colpo del k.o. - non può esserlo perché ogni partita dei playoff è una storia a sé ed è in grado di regalare sorprese - ma è qualcosa che gli assomiglia molto: New York ha vinto, di nuovo a San Antonio, pure gara 2 della finale Nba (105-104) e con il 2-0 sugli Spurs si presenta alle prossime due partite, nel Madison Square Garden che si trasformerà in una bolgia, con la piacevole sensazione di aver indirizzato la serie. Sulle ali dell’entusiasmo i Knicks possono addirittura pensare al «cappotto», ovvero a un 4-0 che era francamente l’opzione meno gettonata (sia su un fronte sia sull’altro) per questa corsa al titolo 2026.
Gara 2, che ha permesso a New York di conquistare la tredicesima vittoria consecutiva - non perde da aprile -, è stata un’altalena di emozioni con una conclusione crudele per Victor Wembanyama, l’asso attorno al quale sono stati costruiti gli Spurs del grande rilancio. Il francese è stato colui che ha letteralmente preso per la collottola la squadra, sprofondata anche a -14 a metà dell’ultimo quarto, e l’ha trascinata in una rimonta (parziale di 14-0) coronata proprio da una sua tripla, quella del vantaggio, quando si è entrati nell’ultimo minuto di gioco.Ma il destino è stato crudele con Wemby ed è parso che una divinità maligna abbia deciso di interporsi tra lui, la gloria e un successo che per la sua squadra sarebbe stata preziosa come il pane. Tutto in due mosse, entrambe sbagliate da lui: prima, a 9 secondi dal termine, una sanguinosa palla persa che ha regalato a Jalen Brunson la possibilità, dalla lunetta, del controsorpasso, infine la conclusione dalla media distanza che avrebbe regalato agli Spurs il ribaltone estremo. Il basket a volte sa essere perfido anche con i campionissimi.











