ROMA - Vittoria Maria Rosa De Donato era «benvoluta e amata» da tutti i condomini della villetta di via Macchiagodena, a Villaggio Prenestino. Suo figlio Francesco «assolutamente no». In molti non vedevano di buon occhio quell'uomo «violento». Sospetti fondati perché ieri, Francesco Oliveto, 48enne romano, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Tivoli per omicidio e occultamento di cadavere. L'uomo, disoccupato con problemi psichici mai certificati, è accusato di aver ucciso la madre, conosciuta da tutti come «Maria», e di aver nascosto il suo cadavere in una sorta di cantina, sotto un cumulo di mattoni e cemento. Una specie di parallelepipedo dove l'ha tenuta per una settimana. Ai vicini aveva detto che la 78enne era partita per la Svizzera.
Le testionianze «Non gli ho mai creduto», dice Annarita Siderno, la vicina di casa che meglio conosceva Maria. «Siamo amiche da 15 anni, da quando dalla provincia di Potenza si è trasferita qui. Ero diventata la sua confidente. Lei, quando aveva bisogno, scendeva da me e parlavamo». Confessioni spesso «sgradevoli», sottolinea Annarita ribadendo che madre e figlio litigavano spesso. «A Natale, lui l'ha buttata giù per le scale. Lei era piena di lividi e aveva fortissimi giramenti di testa». La vicina, preoccupata, le aveva anche prenotato una visita medica, ma «il figlio le ha detto di non andare». Annarita ha insistito, ma non c'è stato nulla da fare. Nonostante le numerose avvisaglie, l'anziana sminuiva. «Lei non voleva denunciare perché il cuore di una mamma passa sopra ogni cosa», spiega Annarita con le lacrime agli occhi. Triste per aver perso quella «signora per bene arrivata dal Sud» poi diventata amica.L'ultimo sms Un rapporto molto stretto il loro. Non solo di vicinato. «Ci inviavamo tutti i giorni il messaggio di buon giorno e di buonanotte», spiega mostrando l'ultimo sms ricevuto dalla 78enne. È quello della buonanotte, inviato alle 21.12 del 28 maggio. Un'immagine con su scritto «Ho un sogno. Conservare nell'anima, invecchiando, la stessa magia di quando ero bambina». Tanti i ricordi dell'anziana a Senise, nel suo paesino in provincia di Potenza. Ricordi dei quali parlava con Annarita nei lunghi pomeriggi trascorsi insieme. «Tornava spesso al paese. Infatti quando non l'abbiamo vista, pensavamo che stesse lì». Ma il fatto che non rispondesse al telefono, era «strano», racconta la vicina che, dopo aver parlato con i parenti della vittima e essersi accertata che non era da loro, ha chiamato i carabinieri. Certa che «fosse successo qualcosa di grave. Era una tragedia annunciata», dice stringendo al petto il cellulare con l'ultimo messaggio dell'amica. Quella donna «piccolina e sempre ben vestita» che aveva dedicato l'intera vita a quel «figlio poco raccomandabile». Di «disperazione e degrado» parla Maria Luisa, l'altra vicina alla quale Oliveto «non è mai piaciuto». «Non lavorava e andava con le prostitute. Ne ha portata una qui persino il giorno dopo l'omicidio». Omicidio del quale i vicini ancora non sapevano nulla.I sospetti «Avevamo dei sospetti visto che lei non rispondeva al telefono, ma mai avremmo pensato che lui l'avesse sepolta lì», prosegue Maria Luisa che ha una casetta di legno, usata come deposito, vicino alla rimessa dell'indagato. «Nei giorni scorsi avevo sentito un odore forte, ma pensavo a qualche animale morto nei campi qui intorno», spiega Maria Luisa, convinta anche lei di trovarsi davanti a una «tragedia annunciata». Il 48enne, secondo i racconti dei vicini, più volte aveva detto di volersi «liberare della madre». «La scorsa estate non voleva nemmeno farle accendere l'aria condizionata nella speranza che le venisse un colpo», ricordano i condomini. Nessuno però pensava dicesse sul serio. «E invece c'è riuscito», osservano tristi Annarita e Maria Luisa, che ora chiedono «giustizia» per quella donna «tanto a modo che non meritava una fine del genere».










