Quando ho visto la scaletta del concerto dei The Cure al Primavera Sound mi sono detta: Impossibile riescano a suonare due ore e mezza di fila senza mai fermarsi. E invece bisogna andarli a vedere per stupirsi, e ricredersi. Sì, non c’è niente da fare: dal vivo la band britannica guidata da un Robert Smith in formissima, che torna dal vivo dopo i concerti speciali del 2024 per l’uscita dell’album Songs of a Lost World, è qualcosa dell’altro mondo. Nel senso che il gruppo sembra arrivato da un altro pianeta, tanta è la meraviglia che portano sul palco. Al Primavera Sound è una serata speciale: la band inaugura proprio qui il tour europeo 2026, che li vedrà protagonisti anche in Italia, il 14 giugno a Firenze Rocks. Un’occasione particolare con chicche non da poco. E Robert Smith in grande forma.
Il ritorno di "Mint Car" e "alt.end"
È proprio vero: la musica è un elisir di lunga vita per tutti: per la band, che non sembra avere età anagrafica e artistica. Per chi è tra il pubblico. E soprattutto tra i brani della band, che suonano benissimo in ogni annata il gruppo li porti dal vivo. Non c’è niente da fare: passano gli anni, ma se la musica è fatta bene resiste a mode passeggere, intelligenza artificiale e ogni possibile ostacolo. E The Cure ne sono la conferma. Vogliamo parlare di Mint Car, suonata dal vivo per la prima volta dopo dieci anni? Capolavoro senza tempo. e alt.end, in scaletta per la prima volta dal 2018? Per non parlare del ritorno di 2 Late e Wrong Number, che la band non suonava dal 2019.











