TREVISO - Cinque anni a testa per violenza sessuale di gruppo. È la pena (in primo grado) inflitta giovedì dal collegio del tribunale di Treviso a due giovani trevigiani di 25 e 29 anni, finiti alla sbarra dopo la denuncia di una ragazza 21enne all’epoca dei fatti (che risalgono al 2018) con l’accusa di essersi approfittati di lei dopo una serata passata in un locale della Strada Ovest. Alla sbarra c’era anche un terzo imputato, un 31enne chiamato a rispondere delle ipotesi di reato di tentata violenza sessuale, tentata estorsione e furto, che invece è stato assolto. I giudici hanno ritenuto che nel corso del dibattimento non si siano formate prove sufficienti per ritenerlo responsabile di quanto gli veniva contestato.
LA VICENDA I fatti contestati risalgono al gennaio 2018. Un gruppo di amici si era dato appuntamento in un locale di musica latina di viale della Repubblica. Dopo la cena, qualche bicchiere e diversi balli, una parte del gruppo si stacca, ovvero la ragazza e i due imputati di 25 e 29 anni (difesi dagli avvocati Marco Furlan e Pretty Gorza). Il terzetto decide di concludere la serata a casa della 21enne. Ed è qui che le versioni della vittima e degli imputati divergono. La ragazza, dopo quella notte, non ricorda praticamente nulla: racconta di essersi risvegliata il giorno successivo nuda sul proprio letto, in stato confusionale, e con la casa mezza saccheggiata. Sicura di non aver bevuto troppo, prima va in pronto soccorso per farsi visitare e poi in questura per denunciare quello che le è accaduto. «Mi hanno drogata - dice agli agenti - e poi hanno abusato di me» (gli esami tossicologici effettuati sulle ciocche dei capelli della vittima hanno in realtà poi dato esito negativo: il consulente della Procura aveva riferito in aula che non era stata evidenziata la presenza di sostanze psicoattive, stupefacenti o farmaci, ndr).I due ragazzi invece raccontano una storia diversa, sostenendo che sia stata la ragazza ad invitarli a casa propria, che fosse consenziente e che, dopo essere arrivati a casa di lei, è salita loro una botta di stanchezza e se ne sono andati.A quanto pare, tuttavia, i giudici non hanno ritenuto sufficientemente credibile la loro versione e hanno stabilito per i due una pena di cinque anni di reclusione ciascuno. Sentenza che però i difensori hanno già annunciato di voler impugnare in appello.IL TERZO IMPUTATO Il terzo imputato, il 31enne (difeso dall’avvocato Sabrina Dei Rossi), che faceva parte sempre dello stesso gruppo di amici, era finito sotto accusa sempre a seguito della denuncia della giovane ma gli venivano contestate differenti ipotesi di reato: tentata violenza sessuale, estorsione, sempre tentata, e furto. Questo perché la vittima, in sede di denuncia, aveva riferito agli agenti della questura di essere stata contattata dal giovane dopo quella fatidica serata, che le aveva detto che qualcuno l’aveva derubata di cellulare, computer portatile e soldi. «Se vuoi avere indietro le tue cose, dammi 50 euro e te le faccio riavere», le avrebbe detto, aggiungendo: «Ma sei sicura che non ti abbiano violentato?».Il 31enne è stato assolto dalle accuse: per i giudici nel corso del dibattimento non si sono formate prove sufficienti per portare a ritenere il ragazzo responsabile del furto degli oggetti e, più in generale, di quanto la Procura gli contestava.







