Si è svolto ieri mattina davanti al gip del tribunale di Fermo il processo per direttissima di uno dei quattro maranza che mercoledì pomeriggio hanno massacrato a calci e pugni il padre 40enne che aveva chiesto di lasciare in pace la figlia. Il legale del giovane tunisino, l’avvocato Giuliano Giordani, ha chiesto i termini a difesa, chiedendo di avere più tempo per esaminare gli atti. Il gip, in attesa della nuova udienza, ha convalidato l’arresto, ma ha concesso i domiciliari, disponendo la scarcerazione. Restano denunciati a piede libero gli altri due tunisini autori dell’aggressione, mentre colui che è considerato il capo della banda, residente a Campofilone, è ancora ricercato. Intanto il 40enne sangiorgese sta meglio ed è stato dimesso dall’ospedale. Tutto era iniziato mercoledì 3 giugno poco dopo le 18, quando l’uomo si era recato nei pressi della stazione ferroviaria per parlare con quattro maranza per proteggere la figlia. Di tutta risposta prima insulti, poi calci e pugni, che hanno lasciato l’uomo sanguinante a terra. Non soddisfatti, i quattro avevano continuato a pestare il 40enne anche quando era ormai semincosciente sull’asfalto. Un passante aveva provato ad intervenire per cercare di fermare i giovani tunisini, ma non c’era stato nulla da fare. Solo all’arrivo dei poliziotti della squadra volante, i quattro avevano desistito ed erano fuggiti attraverso le vie adiacenti.