Olgiate Molgara, andava in aiuto ai tossicodipendentiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Una sconvolgente notizia". Lo è quella della morte di don Giancarlo Cereda (foto), che l’altra notte è tornato alla casa del Padre all’età di 85 anni. Lo è perché inaspettata e ancor di più perché Geky, come lo chiamavano gli amici di lunga data più intimi, era "una forza della natura". Don Giancarlo era lo storico parroco di San Zeno di Olgiate Molgora dal ’94. Ma prima ancora era un prete di strada, la strada delle periferie di Milano dove negli anni ‘70, ‘80 e ‘90 i giovani tossicodipendenti si ritrovavano a vivere con pochi mezzi e dove tanti morivano di overdose o di Aids. Proprio per loro nel 1981 con altri collaboratori aveva fondato l’associazione La Strada. "Perché eravamo proprio così, in mezzo a una strada – raccontava lui –. Quelle strade le giravo tutti i giorni, e ai ragazzi che incontravo cercavo di offrire una seconda opportunità, occasioni di lavoro, da dormire e da mangiare". Originario di Cernusco-Montevecchia, nel ‘40 un unico paese, don Giancarlo era stato ordinato sacerdote nel 1965, per essere nominato subito vicerettore al Collegio San Carlo di Milano, la casa degli antifascisti e dei partigiani durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1970 quindi l’incarico di vicario parrocchiale a San Galdino sempre a Milano, sempre in mezzo ai giovani, ma questa volta appunto in mezzo a una strada. A lui si devono le prime comunità per tossicodipendenti e per i malati di Aids. Nel 1994 infine San Zeno, come parroco fino al 2015 e poi come amministratore parrocchiale. Settimana scorsa aveva annunciato la decisione di trasferirsi in una casa di riposo di Lecco, ma in seguito a una caduta era stato ricoverato in ospedale e operato per una emorragia che si è rivelata letale.