Oltre 2.500 visitatori, decine di studiosi coinvolti, nuove opere emerse e un patrimonio artistico riscoperto. Si chiude con un bilancio decisamente positivo la mostra "I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento", ospitata dal 5 marzo al 17 maggio negli spazi del Polo culturale Maria Cosway. I numeri sono stati presentati ieri mattina durante la conferenza conclusiva, occasione per fare il punto non solo sull’affluenza, ma anche sui risultati culturali e scientifici raggiunti dall’esposizione dedicata a una delle famiglie più significative della tradizione ceramica lodigiana. "Era il terzo progetto di un percorso avviato per restituire alla città il Polo culturale Maria Cosway come luogo capace di ospitare mostre di altissimo livello - ha sottolineato Francesco Chiodaroli, presidente della Fondazione Maria Cosway e direttore della Fondazione Danelli - Un trittico espositivo che, dopo Bergognone e Donne di Casa Manzoni, si è concluso con la mostra “più sfidante“, sia dal punto di vista scientifico sia per il tema affrontato". Nonostante la mancata intercettazione del circuito scolastico, che aveva invece caratterizzato le precedenti esposizioni, la mostra ha superato quota 2.500 presenze, coinvolgendo visitatori provenienti anche da fuori provincia. "Una mostra che ha interessato tutti, lodigiani e non, appassionati e semplici curiosi", ha evidenziato il direttore Luca Marcarini, sottolineando come il progetto abbia saputo far conoscere una pagina della storia artistica cittadina poco nota al grande pubblico.