Sono state tutte e 18 le famiglie di Osimo che hanno mandato i loro figli al nido nella sezione "Primavera" all’istituto "Muzio Gallo", gestita dalla Asso, a richiedere il bonus nido per l’anno 2024-2025. Mesi dopo però l’Inps ha chiesto indietro quanto percepito perché, secondo l’istituto, la sezione in quel periodo era priva di autorizzazione richiesta dalla legge, provvedimento che doveva essere rilasciato dal Comune, previa verifica dei requisiti strutturali e organizzativi. L’hanno raccontato quegli stessi genitori che si sono incontrati ieri a Osimo con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia e i consiglieri comunali di FdI Michela Staffolani e Giorgio Magi che avevano già presentato interrogazioni in merito in Consiglio.

"Ci sono state varie interlocuzioni e il Comune ha sempre sostenuto che quel servizio non necessitava di autorizzazione in quanto ’aggregato’ alla scuola dell’infanzia – hanno spiegato -. In realtà, l’assenza di un provvedimento del Suap ha impedito il rilascio della certificazione formale degli standard di sicurezza richiesti dalla legge a tutela dei minori che li vengono ospitati. A fronte di tale mancanza burocratica oggi le famiglie si trovano a dover restituire quanto percepito. Ma è inammissibile. Il 20 marzo l’Inps ha chiarito definitivamente che la struttura deve possedere un’autorizzazione formale del Comune specifica. Spetterà quindi al Comune e alla Asso versare loro quanto avrebbero avuto diritto a percepire se la procedura di autorizzazione fosse stata conforme alla normativa".