Siena, 6 giugno 2026 – Per Nicoletta Fabio, Siena, la Fondazione Mps deve essere “non semplicemente un erogatore di risorse, ma un partner istituzionale dello sviluppo locale”; per Susanna Cenni, Poggibonsi, “la Fondazione deve far parte insieme alla Provincia e ai Comuni di una cabina di regia per lavorare in maniera assidua alla costruzione di una visione del territorio”; per Giuseppe Gugliotti, Sovicille, “la Fondazione, grazie alla ritrovata solidità, può guardare anche a un percorso di condivisione di interventi pluriennali, una volta condivisa la ricognizione delle priorità”.
Tre sindaci, in rappresentanza della quasi totalità di quelli della provincia che due giorni fa hanno incontrato - su iniziativa della presidente della Provincia Agnese Carletti - i vertici della Fondazione Mps, il nuovo presidente Riccardo Coppini e il direttore generale Marco Forte. Qualche cosa di più di un semplice incontro istituzionale, in realtà la traccia di quello che potrà essere, nel rapporto tra Palazzo Sansedoni ed enti locali.
Perché è chiaro che dopo gli anni del prudente riallineamento dei conti, un po’ tutti gli enti del territorio si aspettano ora una rimodulazione dell’operatività della Fondazione Mps. Non certo il ritorno agli anni delle erogazioni a pioggia - anche perché i tempi d’oro se li sono mangiati operazioni scellerate - ma quantomeno una maggiore apertura a sostegno delle amministrazioni. In che modo? Qui si gioca la partita, nello slalom tra bandi, coprogettazione, finanziamenti di iniziative.










