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L'Industria del Veneto orientale apre il 2026 con un andamento ancora positivo, ma meno dinamico rispetto alla fine dello scorso anno. Secondo l'indagine congiunturale di Confindustria Veneto Est e Fondazione Nord Est, condotta su 754 imprese delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo, nel primo trimestre la produzione è cresciuta dello 0,8% su base annua, dopo il +2,6% registrato nell'ultimo trimestre 2025. In aumento anche il fatturato sul mercato interno (+1,1%), mentre l'export si mantiene sostanzialmente stabile (+0,2%) e gli ordini segnano un incremento del 2,4%. A sostenere l'attività sono state soprattutto le imprese medio-grandi e il comparto metalmeccanico, che ha registrato una crescita della produzione del 2,6% e delle esportazioni del 4,8%. Sul fronte occupazionale il quadro resta sostanzialmente stabile (-0,1%), mentre la liquidità aziendale viene giudicata tesa dal 14,6% delle imprese intervistate. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono tuttavia più caute. Le tensioni in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei costi energetici e delle materie prime stanno incidendo sul clima di fiducia delle imprese: il 34% prevede una riduzione degli investimenti e il 25,2% si attende un calo della produzione nel semestre aprile-settembre. Secondo Confindustria Veneto Est, il rischio è che il protrarsi dell'instabilità internazionale possa frenare la ripresa in un territorio fortemente orientato all'export e alla manifattura. Uno scenario che conferma la tenuta del sistema produttivo del Nordest, ma evidenzia al tempo stesso la crescente sensibilità delle imprese all'evoluzione del contesto geopolitico ed energetico internazionale.







