Figc.06 giugno 2026 alle 00:28

Un parere formale dal Collegio di garanzia del Coni e dall'Autorità anticorruzione. A poco più di due settimane dall'assemblea elettiva della Federcalcio fissata al 22 giugno, la presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò per il cosiddetto pantouflage, che era all'inizio solo una voce sottotraccia ora diventa un tema reale: il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, rispondendo alla interrogazione del 20 maggio scorso del senatore della Lega, Roberto Marti, ha infatti chiesto una verifica sull'applicazione di questa norma in relazione alle cariche apicali del sistema sportivo. Lo ha fatto all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) mentre per il piano sportivo - ai sensi delle noif della Figc - al Coni, che ha inoltrato la richiesta al Collegio di Garanzia.

Nella pec girata al Comitato olimpico, lo stesso Abodi chiede di avere una risposta entro il 15 giugno, quando mancheranno solo sette giorni al voto. La prossima sarà quindi la settimana spartiacque per sgombrare il campo dai dubbi sollevati e che stanno accompagnando la candidatura di Malagò. L'ex numero uno del Coni nelle ultime settimane si è detto sempre tranquillo a riguardo, avvalendosi della consulenza dei suoi legali. Il nodo a cui parte della politica fa riferimento, però, è legato alla legge Severino, con la norma che prevede come al termine del rapporto di lavoro pubblico (in questo caso la presidenza di Malagò al Coni), l'ex dipendente non possa prestare attività professionale per quei soggetti privati per i quali ha garantito attività di vigilanza (la Figc). Insomma, secondo una parte della maggioranza di Governo ci sarebbe stata questa circostanza e ora toccherà al Collegio di Garanzia e all'Anac dare un parere a riguardo. «È un passaggio importante», le parole del senatore Marti, «che va nella direzione della massima collaborazione istituzionale e che vuole garantire certezza del diritto, integrità del sistema calcistico e massima trasparenza nelle elezioni della Figc, perché il mondo dello sport merita regole chiare e uguali per tutti».