Milano, 5 giugno 2026 – Ha 19 anni, è di origini peruviane, vive a Canegrate, ha precedenti per rapina e lesioni e un’espulsione sospesa. È lui, stando alle indagini della Squadra mobile, uno degli esecutori materiali dell’omicidio del ventiduenne italo-ecuadoriano Gianluca Ibarra Silvera, assassinato il 26 maggio con una trentina di fendenti sul binario 6 della stazione Certosa a Milano.

La svolta si è materializzata all’alba di venerdì 5 giugno, quando gli agenti della sezione Criminalità straniera della Squadra mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dalla funzionaria Chiara Nocera, si sono presentati nelle abitazioni dei sospettati alla ricerca di elementi in grado di suffragare le ipotesi investigative messe in fila in dieci giorni di accertamenti serrati.

La polizia scientifica alla stazione milanese di Certosa la mattina dopo l’agguato

E pare ne siano stati trovati, anche per collegare i membri del gruppo alla pandilla dei Latin King nata negli anni ’40 a Chicago e con ramificazioni pure all’ombra della Madonnina. Stando a quanto risulta, i ragazzi finiti nel mirino sono tutti di origine peruviana, tra i 19 e i 22 anni di età e residenti fuori città.

Al termine delle perquisizioni, gli otto indagati sono stati accompagnati in Questura per essere interrogati dalla polizia: gli accertamenti sono andati avanti per tutto il giorno. E in serata è arrivato il provvedimento nei confronti del 19enne, riconosciuto dal fratello minore della vittima, il ventenne Gianfranco, e dall’amico colombiano di 32 anni J.H.: loro due sono riusciti a scampare alla furia del branco, mentre Gianluca è inciampato per tre volte ed è finito nelle mani dei suoi assassini. Nell’appartamento del fermato, sono stati trovati i vestiti che indossava quella sera.