NAIROBI - Le autorità della Somalia hanno dichiarato il ripristino dell’ordine nella capitale Mogadiscio, dopo gli scontri dilagati fra il 3 e il 4 giugno fra forze di sicurezza locali e milizie legate all’opposizione. Le violenze sono esplose in vista delle proteste attese lo scorso giovedì contro l’estensione di (almeno) un anno del mandato presidenziale di Hassan Sheikh Mohamud, una deroga che ha incassato il sostegno del Parlamento a marzo e congelato un voto programmato entro l’anno.
Le elezioni avrebbero dovuto sancire il primo esperimento nazionale di un voto libero dalla spartizione clanica che domina da decenni il parlamento di Mogadiscio. Il rinvio ha scatenato le ire dell’opposizione e ri-alimentato le tensioni di un Paese già pervaso da fibrillazioni che includono la ribalta jihadista degli Shabaab, le pulsioni autonomiste di Somaliland e Puntland e l’intreccio più generale di tensioni che domina il Corno d’Africa. Il caos politico si consuma a pochi mesi dall’avvio delle esplorazioni turche sulle risorse energetiche a largo della costa somala, uno dei pilastri dei piani di rilancio di Mogadiscio come hub petrolifero e diplomatico fra Africa e Sud ovest asiatico.
Le accuse alla (e della) opposizione










