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Janez Janša, storico leader del Partito Democratico Sloveno (SDS) e nuovo primo ministro del paese, sta scegliendo i ministri del suo prossimo governo, che è già stato descritto come il più a destra della storia democratica del paese. Oltre all’SDS ne faranno parte i Democratici, Focus, Nuova Slovenia e il Partito Popolare Sloveno, tutti di centrodestra.
Insieme questi partiti controllano 43 seggi su 90 e non raggiungono quindi la maggioranza, motivo per cui il governo dovrà fare affidamento anche sull’appoggio esterno dei cinque deputati di Resni.ca, un partito fondato nel 2021 con posizioni euroscettiche, filorusse e complottiste: tra le altre cose protestò contro le restrizioni imposte durante la pandemia di Covid-19, e più di recente ha proposto di organizzare un referendum per ritirare la Slovenia dalla NATO.
Janša è già stato primo ministro tre volte fra il 2004 e il 2022, e negli ultimi anni ha spostato sempre più a destra le sue posizioni. Ha detto che tra le sue priorità ci saranno la riduzione della burocrazia e delle tasse per le aziende e la lotta alla corruzione. In generale però durante la campagna elettorale ha cercato di parlare il meno possibile di temi ideologici e ha anche scelto un approccio conciliante con l’Unione Europea: dopo essere stato eletto ha scritto alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che «la Slovenia rimane un partner affidabile e impegnato nella costruzione di un’UE resiliente, competitiva e sicura».










