| 5 Giugno 2026 18:02 |

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ROMA (ITALPRESS) – Per le sue caratteristiche il virus Andes (Andv), il ceppo di Hantavirus che ha dato vita all’epidemia sulla nave da crociera nelle scorse settimane, molto difficilmente può dare grandi focolai anche se un caso viene introdotto in una popolazione ancora completamente suscettibile. Lo afferma uno studio, basato su modelli matematici, appena pubblicato dalla rivista Eurosurveillance. Lo studio dei ricercatori dell’Iss e della Fondazione Bruno Kessler ha simulato la potenziale diffusione del virus dopo l’introduzione di un singolo caso in una popolazione generica, elaborando diversi scenari in base alla percentuale di casi isolati efficacemente.

“Secondo i risultati delle analisi – scrivono gli autori nelle conclusioni – a quattro mesi dall’inizio dei sintomi del caso indice il focolaio difficilmente supererebbe i 50 casi, con un’alta probabilità di estinzione della trasmissione, soprattutto se più di metà dei casi venisse efficacemente isolata dall’inizio”.

L’isolamento efficace dei casi, spiegano ancora gli autori, è reso possibile dalle caratteristiche del virus. I dati disponibili infatti evidenziano che le infezioni sono per la maggior parte sintomatiche e gravi, e il periodo di incubazione molto lungo e il tempo che passa tra l’insorgenza dei sintomi di un caso primario e di uno secondario permettono alle autorità di avere più tempo per tracciare i contatti prima che diventino contagiosi.