A quasi due anni dall’annuncio, il bonus autoimpiego under 35 da 500 euro al mese resta bloccato tra ritardi e verifiche Inps. Molti giovani attendono ancora una risposta e denunciano l’incertezza: “Rassegnati”. L’Inps a Fanpage.it: “Dopo 5 giorni da esiti, gli idonei riceveranno il contributo”.
Annunciato nel 2024, rimasto fermo per oltre un anno in attesa dei decreti attuativi e poi modificato in corsa, il bonus under 35 per l'autoimpiego non ha ancora completato il suo percorso. I giovani che hanno presentato domanda all'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) attendono da mesi l'esito delle verifiche, che secondo le regole generali dell'istituto possono richiedere fino a 90 giorni.
La misura, voluta dal governo Meloni per incentivare l'avvio di nuove attività imprenditoriali nei settori considerati strategici, promette un contributo di 500 euro al mese per tre anni. Nel frattempo, però, tra ritardi, chiarimenti successivi e riaperture dei termini, l'incentivo ha accumulato una lunga serie di rinvii che contribuiscono ad alimentare il malcontento tra i giovani imprenditori. Alcuni under 35 che hanno presentato richiesta, sentiti da Fanpage.it, riportano che l'Inps gli ha comunicato che "il governo non ha sbloccato i contributi". La domanda, quindi, per loro rimane una: "Perché annunciare un bonus se poi per 6 mesi ti lasciano appesa in questo modo?". L'Inps però rassicura: "Intorno al 10 giugno esiti delle istruttorie". Le regole del bonus under 35 introdotto nel 2024 dal governo Meloni La misura del bonus autoimpiego under 35 era prevista dal decreto Coesione del luglio 2024 ed era rivolta ai giovani con meno di 35 anni che avevano avviato, o intendevano avviare, un'attività imprenditoriale tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 in settori strategici, come lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica. Prima dell'avvio dell'attività, i beneficiari dovevano trovarsi in stato di disoccupazione. L'incentivo destinato a questa platea consisteva in un contributo di 500 euro al mese, erogato direttamente dall'Inps, per un massimo di tre anni e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.






