Le Ragioni di Israele
L’esperimento identitario della società occidentale ha finito per innescare nuovi razzismi
Enrico Cerchione
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Henry Nowak, studente britannico di 18 anni, viene accoltellato più volte a Southampton, Inghilterra, da Vickrum Digwa, un uomo di 23 anni di origine sikh. Mentre giace dissanguato per strada, la polizia, ingannata dall’accusa di razzismo mossa dall’aggressore, lo ammanetta freddamente invece di soccorrerlo con urgenza. L’ultima cosa che dice, ammanettato e morente, è “I can’t breathe”. Paradossalmente le stesse parole di George Floyd. L’ideologia che ha dominato ampi settori della cultura occidentale negli ultimi anni (quella che molti osservatori chiamano “woke” o “identitaria”) ha insegnato alle istituzioni che un’accusa di razzismo (o di transfobia, o di islamofobia) è un asso nella manica che annulla ogni altra evidenza: medica, logica, umana.












