ANSAcom - In collaborazione con
Fondazione Heal Italia
La medicina di precisione protagonista per due giorni a Palermo con il forum della fondazione Heal Italia, per fare il punto sui risultati del Pnrr, i cui fondi, oltre cento milioni, sono serviti per finanziare il progetto iniziale di Heal Italia, condividendo gli esiti scientifici, tecnologici e organizzativi e il loro impatto su ricerca, industria, sanità e innovazione made in Italy. L’obiettivo del Forum è consolidare il dialogo con industrie, università, istituzioni internazionali e partner europei per favorire nuove opportunità di cooperazione e sviluppo, costruendo una visione condivisa tra ricerca, clinica, istituzioni e cittadini. “Il nostro fine è stato fin dall’inizio quello di provare a determinare tutte le condizioni favorevoli affinché la ricerca potesse uscire dai laboratori per diventare sistema - dice Laura Leonardis, direttore generale della fondazione Heal Italia - Il programma era quello di creare una grande alleanza tra enti, università, ospedali e ricercatori, proprio per la salute e per la medicina di precisione, per prevenire, curare, e consentire ad ognuno di avere la sua prevenzione, la sua cura”. Il convegno evidenzia come la convergenza tra genomica, intelligenza artificiale, big data, biotecnologie e innovazione clinica stia rendendo possibile una nuova stagione della sanità, una medicina capace di anticipare la malattia, migliorare l’appropriatezza terapeutica e costruire cure sempre più mirate per ciascuno, generando anche un risparmio per il sistema sanitario. “L’investimento per la medicina di precisione ha superato 100 milioni di euro e ha visto una parte preponderante di questo denaro investito al Sud, parliamo di più di 46 milioni di euro - dice Massimo Midiri, presidente di Heal Italia e rettore dell’università di Palermo - Questo ha prodotto una enorme quantità di infrastrutture completamente nuove, ha potenziato quelle esistenti, ha creato una rete di collegamento in tutta Italia e ha visto Palermo, per la prima volta, sede di questa formazione - continua Midiri - In tre anni più di 640 ricercatori hanno lavorato a oltre 700 progetti scientifici, ma soprattutto, visto l’importante coinvolgimento delle aziende, per la prima volta un progetto di ricerca si trasforma in qualcosa che diventa servizio pubblico. Adesso, l’ultimo passaggio che ci auguriamo di ottenere in breve tempo è il bollino blu ministeriale per far diventare questa fondazione in Italia il vero centro di ricerca italiano”.











