Adrian Fernandez scivola dalla 3a alla 19a posizione in classifica perdendo tutti i punti conquistati in Moto3: il suo team ha manomesso i motori.

Il mondo delle moto è stato scosso da una decisione clamorosa: il pilota spagnolo di Moto3 Adrian Fernandez del team Leopard Racing è stato squalificato retroattivamente dalle prime sei gare della stagione 2026. Si tratta di un provvedimento pesantissimo e insolito che di fatto cancella di colpo tutti i punti e i piazzamenti ottenuti dal pilota nei primi sei Gran Premi dell'anno (Tailandia, Brasile, Stati Uniti, Spagna, Francia e Catalogna), salvando solo il successivo GP del Mugello. Prima di questa sentenza, Fernandez si trovava al terzo posto della classifica mondiale. Tutto questo è scaturito per via di un illecito tecnico che ha visto lui, ma direttamente il suo team, violare le regole che gestiscono le componenti meccaniche delle moto.

In pratica, nelle competizioni mondiali, per garantire che tutti corrano alla pari e per contenere i costi, i motori e le centraline sono rigidamente controllati e devono rispettare dei precisi standard di approvazione. In poche parole, i motori sono strettamente di serie e vengono sigillati all'inizio dell'anno dalla Federazione con cavi metallici o adesivi di sicurezza proprio per impedire ai team di aprirli e sostituire i pezzi interni per ottenere magari maggiore potenza al motore o altro. Ebbene durante alcuni controlli questi pezzi sono risultati manomessi portando alla pesante squalifica del pilota che perde tutti i punti conquistati con i motori alterati scivolando dalla terza alla 19a posizione. Durante le verifiche di routine, gli organi di controllo hanno analizzato due motori utilizzati dal team Leopard in questo inizio di campionato notando una violazione delle norme della Federazione. A questo punto la moto viene considerata come manomessa e secondo il regolamento il pilota viene punito con la decurtazione di tutti in punti in classifica ottenuti con quella moto anche se non ha colpe dirette. Per la Federazione Internazionale dunque la Leopard avrebbe manomesso i sigilli di sicurezza aprendo i motori senza autorizzazione.