di
Gaia Piccardi
L'ex campione non usa giri di parole sul crollo di Sinner al Roland Garros: «Mi chiedo cosa abbia assunto prima di affrontare Cerundolo». E chiama in causa il team: «Ripetere gli stessi errori sperando in risultati diversi è improduttivo»
DALLA NOSTRA INVIATAPARIGI «Sinner ha sbattuto contro un muro dopo un'ora e 45 minuti di partita: non ha scuse». Andre Agassi, 56 anni, vincitore del Roland Garros nel '99 e titolare di 8 titoli Major, chiamato a esprimersi sulla crisi costata a Jannik Sinner l'eliminazione al secondo turno dal torneo che avrebbe dovuto dominare, non usa giri di parole. «Io avevo un orologio corporeo settato sulle quattro ore di match — dice nel salotto di talent di Tnt Sport, qui a Parigi —, se mi trovavo in condizioni di caldo umido, il mio limite di tenuta scendeva a 3h45' o 3h50'… Insomma non cambiava poi di molto. Ma per Sinner scendere dalle cinque ore e mezza della finale dell'anno scorso con Alcaraz all'ora e mezza o poco più con Cerundolo la settimana scorsa, ha dell'incredibile: c'è una differenza tra l'essere in forma e l'essere preparato».
Agassi, una delle voci più rispettate nel circuito, parla in un salotto di ex top player che annuiscono, increduli anche loro di fronte all'uscita — che definire prematura è riduttivo — del campione italiano che partiva come strafavorito per la vittoria finale. E invece stasera in campo sul Centrale scendono due azzurri che nessuno aveva pronosticato in semifinale al Roland Garros, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.










