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Milano, 5 giu. (askanews) – Al termine di un periodo non semplice di confronti e discussioni, la Triennale di Milano ha un nuovo presidente: dopo gli otto anni di Stefano Boeri tocca al docente e critico Vincenzo Trione, scelto dal nuovo Cda per presiedere la Fondazione. Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla nomina ufficiale e gli abbiamo chiesto quali siano gli obiettivi che si propone per questo nuovo incarico. “Coniugare da un lato la fortissima identità storica della Triennale – ha detto ad askanews – e dall’altro lato far affiorare quella che è po’ sempre stata la dimensione della Triennale, che è un luogo visionario, di intuizione, di tendenze, indirizzi, decisivi per capire il nostro tempo, la nostra contemporaneità”.
L’arte contemporanea è il campo in cui Trione ha lavorato maggiormente negli anni, ma in Triennale la prospettiva sull’idea di arti si amplia molto. “Certamente la Triennale – ha aggiunto – ha il cuore nell’architettura e nel design, ma in fondo riprende anche un po’ la grande tradizione sia delle botteghe rinascimentali che del Bauhaus, ovvero uno spazio all’interno del quale le pratiche, i linguaggi si contaminano, si confondono, si danno la mano. Io vorrei che la Triennale fosse esattamente questo, ma in fondo è sempre stata questo”.











