Un'ondata di disinformazione si è diffusa online dopo la condanna di Vickrum Digwa, 23 anni, a cui il 1 giugno è stata confermata la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Henry Nowak, studente universitario di 18 anni. L'uccisione, avvenuta a dicembre 2025 nella città costiera di Southampton, nel sud dell'Inghilterra, ha acceso un intenso dibattito pubblico sulla polizia e sulle norme che regolano la detenzione di armi bianche nel Regno Unito.
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Il caso è stato rapidamente strumentalizzato da numerosi politici in tutta Europa: un esponente dell'estrema destra polacca ha sostenuto ad esempio che la vicenda è esemplificativa di un'Europa “che si condanna a morte da sola”.
La vicenda ha aperto anche la strada a una pericolosa ondata di fake news con conseguenze concrete: agenti di polizia che non avevano alcun ruolo nel caso hanno ricevuto minacce di morte e sono stati costretti a nascondersi, in mezzo all'indignazione per il modo in cui i poliziotti intervenuti sulla scena dell'omicidio hanno gestito la situazione.
La notte dell'omicidio, Digwa, di origini sikh, ha mentito dichiarando di essere stato vittima di un'aggressione razzista quando ha chiamato la polizia sulla scena del crimine, dopo aver accoltellato Nowak quattro volte.






