Un mesa fa sembrava impossibile. Non sembrava nemmeno un sogno. Tutto troppo per uno che cercava di rilanciarsi dopo essere sprofondato fuori dai primi 100 del mondo per colpa di un infortunio al piede che l’ha logorato per tutta la scorsa stagione. Poi un mese fa è arrivato a Cagliari e dal circolo di Monte Urpinu è cominciata la svolta. E anche con le spalle larghe di una carriera esplosa nel 2023, non era affatto scontato che fosse pronto a prendersi sulle spalle una nazione intera. Ecco Matteo Arnaldi, da Sanremo: semifinalista nello Slam di Parigi. Da junior non era considerato il più grande talento della sua generazione, è entrato nell’élite grazie a un intenso lavoro. E la straordinaria cavalcata del tennista ligure al Roland Garros rappresenta una bella storia sportive dell'anno che, in qualche modo, parte anche da Cagliari.

La rinascita di Arnaldi ha infatti preso forma sulla terra rossa di Monte Urpinu, dove appena un mese fa l’azzurro ha ritrovato fiducia, continuità e soprattutto consapevolezza nei propri mezzi. Un torneo che per molti rappresentava soltanto una tappa “di preparazione” prima del Master di Roma e si è trasformato invece nel punto di svolta della sua carriera. A Cagliari Arnaldi ha mostrato un tennis brillante, aggressivo e finalmente libero da quel dolore al piede che ne aveva condizionato il percorso negli ultimi mesi. Match dopo match ha ritrovato ritmo e convinzione, conquistando risultati il titolo a Cagliari battendo l’ex numero 6 del mondo Hurkacz. Dopo Cagliari qualcosa è cambiato. Arrivato a Parigi senza i riflettori puntati addosso, Arnaldi ha costruito il proprio capolavoro giornata dopo giornata, maratona dopo maratona: fino al quarto di finale con Berrettini, il samremese ha giocato quasi 18 ore.