Il termine "He-Man" esiste nello slang statunitense da molto prima che la Mattel ideasse un personaggio con quel nome per una linea di giocattoli. Identifica una persona che usa la forza e che vuole mostrare i propri muscoli. Perfetto per descrivere quel personaggio che era caratterizzato proprio dalla muscolatura pronunciata che metteva in mostra quando si trasformava da timido principe in difensore di Eternia. Negli anni dell'edonismo reaganiano e di Schwarzenegger era tutto visto con favore (la linea di giocattoli doveva essere il merchandising di Conan il barbaro, ma la Mattel volle fare una cosa in proprio, non allontanandosi troppo). Oggi quel modello di mascolinità è vista con molto meno favore in un film che non è di Jason Statham. Inevitabilmente quindi il nuovo film su Masters of the Universe non può che girare intorno a questo tema.Lo capiscono anche gli ultimi della fila quando Adam viene inquadrato alla scrivania del suo lavoro d'ufficio sulla Terra, e si legge il cartellino con il suo nome e sotto i pronomi "he/him". È uno dei molti modi intelligenti con i quali il regista Travis Knight racconta tutto quell'inizio. Dopo che abbiamo visto Adam a 10 anni fuggire da Eternia in seguito all'arrivo del demone malvagio Skeletor che ha preso in ostaggio i genitori, la sua vita è tutto un tentativo di tornare. La Terra infatti è dove Adam viene nascosto insieme alla spada che gli consentirà il ritorno e che tuttavia viene perduta subito. Ha solo i suoi ricordi di quel tempo e quelle persone, a cui nessuno crede, e la sua personale ricerca della spada.Eagle PicturesAll’inizio di questo film che in ogni modo fa nostalgia degli anni Novanta (a un certo punto viene anche usato Princes of the Universe dei Queen in colonna sonora), il protagonista sembra quasi stare in un film, appunto, della fine degli anni Novanta, quando nel cinema americano era molto frequente che i protagonisti avessero lavori d'ufficio, vite regolari, borghesi e senza problemi ma sentissero il bisogno di qualcos'altro, avessero la percezione dell'esistenza di qualcosa di più. Ce l'aveva Neo di Matrix, ce l'aveva il narratore di Fight Club e il protagonista di Essere John Malkovich. E ce l'ha Adam che quando trova la spada molla tutto per andarla a recuperare dando il via alla trama vera e propria. È quello il momento in cui il film comincia a peggiorare lentamente.Da essere tutto dinamico e pieno di soluzioni nello stile di Edgar Wright (che bello il passaggio da una versione rallentata di Boys Don't Cry a quella originale!), Master of the Universe a un certo punto deve diventare un film d'avventura, senza però sapere come continuare a essere originale. Diventa, tutto sommato, la storia di un nerd che incontra i suoi miti, i guerrieri che conosceva da piccolo e che ha disegnato per tutta la vita aspettando di tornare a Eternia. Per lui sono come supereroi, e del resto con la spada lui stesso acquisterà dei poteri che lo renderanno (praticamente) un supereroe. La struttura narrativa è quella. La parte più interessante allora dovrebbe essere il fatto che se da piccolo non sembrava adatto al combattimento e generava solo disprezzo nel padre e pietà negli altri, e da adulto è un uomo un po' codardo e inadatto al combattimento alla violenza, cosa che delude tutti perché si aspettavano un salvatore, quando diventa He-Man e comincia a fare a pugni viene guardato finalmente con stima, rispetto ed entusiasmo. Ora è quello che la società pretende che sia. Dovrebbe essere un trionfo ma sa di sconfitta.Eagle PicturesIl mondo intorno ad Adam in buona sostanza gli chiede di conformarsi ed essere macho, di risolvere tutto a pugni e "comportarsi da uomo", ma lui sulla Terra ha imparato a dialogare, è un buon impiegato delle Risorse umane. Questo è il contrasto del film e quello che si propone (a un livello più elevato) di risolvere. Spoiler: non ci riesce. Masters of the Universe vorrebbe tenere insieme le due dimensioni e affermare che un uomo può essere tutto: può saper ascoltare e risolvere evitando il conflitto ma può anche sfasciare di mazzate i demoni a mani nude. Ci vorrebbe però una scrittura di un livello decisamente superiore per riuscire a fare questo discorso. Invece in una scena He-Man prima di cominciare a menare prova blandamente a trattare e metterla su un piano dialettico ma al primo fallimento si stufa e sembra proprio pensare "Beh, quando ci vuole, ci vuole". E via alle mazzate. E così ogni volta che cerca di essere epico e avventuroso nel modo classico, il film fa qualcosa per negarlo, senza risultare davvero autoironico ma solo indeciso. A lungo.Sono due ore e venti di un film d'avventura, azione ed epica in un mondo che sembra immaginato come l'Asgard di Thor: Ragnarok (pieno di colori) e ripreso come la Terra di mezzo di Il Signore degli Anelli. Due ore e venti in cui non accadono poi così tante cose ma in cui ogni singola scena è inutilmente allungata. È chiaramente un film per un'età che sta tra i 7 e i 15 anni, e va benissimo così, se non fosse che quel target non è detto che sappia chi siano questi personaggi (ci sono dei cartoni animati fatti oggi ma non sono poi così popolari).Eagle PicturesEra insomma lecito aspettarsi un po' più di decisione nell'affrontare un personaggio sicuramente non semplice da modernizzare. Ovviamente il fatto che l'estetica delle action figure e del cartone originale fosse (con gli occhi di oggi) incredibilmente queer non è minimamente presa in esame, come non interessa a nessuno l'assurdità che Adam, nella sua versione debole e indifesa, sia palesemente grosso e muscoloso, solo coperto da vestiti che dovrebbero mascherare la cosa. Sembra non essere un problema per il film il fatto che il cattivo principale è interessato alla spada; poi si capisce che la spada non è davvero importante perché il potere è dentro Adam, e quindi il cattivo rimane senza un obiettivo che non sia essere cattivo. L'unica cosa che è chiarissima, inquadrata bene e percepita da tutti, in questo film prodotto da Amazon/MGM, è che quando un mostro invade le nostre città, terrorizza tutti sulle strade ed è sul punto di uccidere i protagonisti, a salvarli è l'arrivo dal nulla di un camioncino delle consegne di Amazon Prime che lo investe: "Sempre in orario e pronti a salvare gli abbonati".
Qualcuno ha ordinato la versione indecisa di Masters of the Universe?
Impossibile da adattare senza considerare il cambio di mentalità, il film sull'eroe machista per antonomasia è pieno di contraddizioni












