Roma, 5 giu. (askanews) – Colpire il caporalato significa non solo difendere i diritti fondamentali dei lavoratori, ma anche proteggere il corretto utilizzo delle risorse pubbliche e garantire un mercato agricolo equo e competitivo. È su questa duplice direttrice, sociale ed economica, che si concentra l’azione di Agea che sta rafforzando il sistema dei controlli attraverso l’attuazione della condizionalità sociale.

Con l’introduzione di questo principio a livello europeo, spiega Agea, i finanziamenti agricoli non sono più legati esclusivamente al rispetto di requisiti tecnici o ambientali, ma anche alla piena osservanza delle norme sul lavoro: sicurezza, condizioni dignitose, regolarità contributiva. È qui, sottolinea Agea, che emerge con forza la valenza sociale della lotta al caporalato: garantire dignità, sicurezza e diritti a migliaia di lavoratori, spesso tra i più vulnerabili, contrastando fenomeni di grave marginalità e sfruttamento. Ma altrettanto rilevante è la dimensione economica: il lavoro irregolare altera la concorrenza, penalizza le imprese sane, genera evasione contributiva e distorce l’intero sistema di sostegno pubblico. Intervenire contro queste pratiche significa quindi ripristinare condizioni di leale competizione, salvaguardare le entrate pubbliche e assicurare che le risorse europee raggiungano chi opera correttamente.