Genova – In attesa di giudicarla positivamente o negativamente, di certo la scelta della Sampdoria di affidare la costruzione della rosa 2026/27 ad Americo Branco, dirigente portoghese classe 1990 al suo primo incarico italiano dopo un inizio di carriera fra Portogallo e Olanda, è una decisione pionieristica, che segna un prima e un dopo. Nella storia della Samp, perché in quasi 80 anni di vita l'uomo mercato del club blucerchiato non è mai stato straniero e con nessuna esperienza pregressa in italia. Ma anche un po' nella storia del campionato di Serie B, poichè, salvo colpi di scena, Branco potrebbe essere l'unico dei 20 direttori sportivi del torneo 2026/27 a non essere iscritto all'elenco della Figc. Dentro il listone ci sono infatti i nomi di Cutolo dell'Arezzo, di Aiello dell'Avellino, di Padella che sarà promosso ds al Benevento, di Pasciuti della Carrarese, di Polito del Catanzaro (nel mirino della Serie A), di Angelozzi che andrà alla Cremonese, di Andrea Mancini che sarà ds del Cesena. E ancora di Stefanelli dell'Empoli, di Superbi dell'Entella, di Brutti del Mantova, di Bonato che andrà al Modena, di Mirabelli del Padova, di Osti del Palermo, di Gabbanini del Pisa, di Sogliano del Verona e di Zamuner del Vicenza. Le uniche situazioni incerte sono alla Juve Stabia e al Sudtirol. Lovisa ha salutato le Vespe, Bravo i tirolesi. A Bolzano può approdare proprio Lovisa, alternative Botturi o Magalini. I campani, dal canto loro, ancora non sanno se si iscriveranno al campionato. Perfino nello scenario di ripescaggio della prima retrocessa, lo stesso Bari ha un ds abilitato dalla Figc: Di Cesare. Ad ogni modo, come già noto, per non incorrere in sanzioni a Branco verrà cucita addosso una carica su misura e gli verrà poi affiancato Ariaudo, dt in pectore, che invece si è diplomato nel 2023 e quindi risulta, lui sì, nel famigerato elenco. Qualcuno potrebbe obiettare che nella scorsa stagione c'era già un ds straniero in B: Nicolas Burdisso, argentino di Altos de Chipión. L'ex difensore di Inter, Roma, Genoa e Torino, però, oltre ad aver vissuto 14 anni in Italia da calciatore, dopo aver iniziato come ds del Boca nel 2019 si è poi subito iscritto al corso per direttori del 2020 a Coverciano, ottenendo l'abilitazione. E così, dopo l'esperienza da dt della Fiorentina fino al maggio 2024, l'estate scorsa ecco per lui la prima chiamata da ds vero e proprio, col Monza, portato in Serie A solo pochi giorni fa. Discorso analogo si può fare su Inler. Lo svizzero, ex centrocampista, è in lista Figc ed esercita la professione all'Udinese. Idem per Igli Tare, albanese ma diplomato pure lui in Italia. Alla Lazio dal 2008 al 2023, poi al Milan nell'ultima stagione. I rossoneri, prima di Tare, per diverso tempo sono rimasti (come la Samp d'ora in poi) senza direttore sportivo: Massara ha lasciato nel 2023, con la promozione a dt del francese Moncada, senza abilitazione in Italia. Così, nel luglio '24, è stato inquadrato come ds D'Ottavio, che però ha lasciato pochi mesi dopo. La Roma, dal 2021 al 2024, ha avuto come General Manager of Football (di fatto ds, ma non abilitato in Italia) Tiago Pinto. Poi, dal 2024 al 2025, il dt Ghisolfi (francese). Dt è la carica che ricopre anche il transalpino Modesto, della Juventus, non abilitato. Gli è stato quindi affiancato un ds come Ottolini, ex Genoa (che ora ha Lopez come Chief of Football, chiamato così sempre per mancanza di abilitazione). Anche se, per il mercato, il riferimento dei bianconeri è il dg Comolli. Pure lui francese e non iscritto all'elenco Figc. Non sembra un caso che oggi, per la prima volta dal 1991 (anno dello scudetto Samp), Milan e Juve siano entrambe fuori dalla Champions. Mentre la Roma ci va forse solo grazie a un tecnico, come Gasperini, capace di sopperire alla confusione societaria. Insomma, se le fonti di ispirazione della proprietà doriana sono queste, in bocca al lupo a Branco.