La mobilitazione Il 12 giugno gli Stati Generali a Roma indetti da Sial Cobas, Adl Cobas, Clap e Confederazione Cobas. Dal festival United We Bargain al Teatro Palladium, i sindacati di base aprono la vertenza nazionale per l'internalizzazione dei servizi.

Gli Stati Generali dei lavoratori precari in appalto si terranno al Teatro Palladium a Roma venerdì 12 giugno, dalle 10 alle 17,30, con l’obiettivo dichiarato di aprire una vertenza generale che scardini la logica delle esternalizzazioni e individui nell’internalizzazione dei servizi l’unica via d’uscita dal dumping salariale e dall’erosione dei diritti democratici sui luoghi di lavoro. L’iniziativa nasce all’interno di uno sciopero nazionale indetto dai sindacati di base SIAL Cobas, ADL Cobas, CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) e Confederazione Cobas e fa parte di una giornata di mobilitazione contro il meccanismo della precarizzazione strutturale rappresentato dal sistema degli appalti e dei subappalti.

La mobilitazione critica la rappresentazione fiabesca del «salario giusto», una trovata retorica del governo Meloni per non istituire il salario minimo legale in Italia e continuare a non fare nulla per contrastare un tasso di sfruttamento altissimo. La piattaforma fotografa una realtà in cui la precarietà non è più una condizione temporanea o legata a picchi stagionali, bensì il fulcro stesso dell’organizzazione del lavoro, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Dalla gestione dei rifiuti nell’Igiene Ambientale ai servizi culturali, dalla sanità al commercio e alla grande distribuzione, lo sdoppiamento tra titolarità del servizio e gestione della forza lavoro produce l’incertezza del reddito e del futuro, legata alla scadenza dei bandi di gara, all’avvicendamento delle ditte e alla frequente comparsa di società di scopo che cessano l’attività non appena l’appalto si esaurisce. A questo si aggiunge la moltiplicazione dei contratti pirata, utilizzati per aggirare i contratti collettivi nazionali leader e giustificare doppi livelli salariali a parità di mansione, oltre alla compromissione della sicurezza, poiché la parcellizzazione delle attività e la rincorsa al massimo ribasso riducono gli investimenti sulla salute e sui dispositivi di protezione, lasciando i lavoratori esposti a rischi sistematici.