La difficile situazione finanziaria di Amt, con il buco milionario lasciato dalla precedente giunta e denunciato da quella guidata dalla sindaca Silvia Salis, si complica ulteriormente. Questa volta il nodo riguarda i lavoratori in appalto, che contestano all’azienda di non venire pagati da tempo. E Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di proclamare una giornata di sciopero per il 22 settembre in attesa di chiarimenti con l’amministrazione.

Proprio nei giorni scorsi era emerso come nelle casse di Amt ci siano attualmente 600mila euro, ma il fabbisogno di settembre è di 20 milioni. È la fotografia dei conti dell’azienda di mobilità e trasporti della città di Genova e della sua provincia fornita nelle scorse ore dal neo presidente Federico Berruti.

Questa la nota diffusa dai sindacati: «Le organizzazioni sindacali Filcams-Fisascat- Uiltrasporti intendono denunciare la grave situazione di disagio e tensione sociale emersa a seguito dell’assemblea sindacale tenutasi in data 11 settembre presso la rimessa di Staglieno a cui hanno partecipato più di 80 lavoratori di varie rimesse. Durante l’assemblea, infatti, i lavoratori delle imprese in appalto presso AMT hanno manifestato con forza la loro esasperazione per il mancato pagamento degli stipendi . Tale condotta, oltre a configurare una violazione palese dei diritti contrattuali, sta generando gravi difficoltà economiche e sociali alle famiglie dei lavoratori coinvolti. La mancata corresponsione delle retribuzioni sta producendo un clima di forte tensione e preoccupazione, sfociato in assemblea in un confronto acceso che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno adottati immediati interventi risolutivi».