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Dopo un anno di pausa ecco la manifestazione che unisce combattimenti all’aiuto per gli altri.
Dopo cinque anni di stop, la spettacolare manifestazione di arti marziali riaccende i riflettori. Questa volta, i guantoni salgono sul ring d’Urbania per una nobile causa sociale al fianco di una cooperativa locale. "Cinque anni di silenzio, di luci spente e di guantoni appesi al chiodo – spiega dall’organizzazione – ma le grandi passioni, si sa, non sanno stare lontane dal ring troppo a lungo. Dopo una lunga attesa, si riaccendono i riflettori su uno degli appuntamenti sportivi più iconici e sentiti dal territorio: l’Urbania KO e per l’occasione sarà la sesta edizione. La data dell’evento (il 18 luglio) è ancora lontana ma è necessario che parta l’organizzazione e la collaborazione della città". Urbania KO nata come una vetrina per la thaiboxe locale è diventata negli anni un punto di riferimento per gli appassionati di tale arte marziale, la manifestazione era stata costretta, causa pandemia, a una battuta d’arresto. "Cinque anni di stop che sembravano aver scritto la parola fine, ma che in realtà sono serviti a rigenerare l’energia e, soprattutto, a trovare una nuova, profonda motivazione- aggiungono i promotori dell’evento – La vera novità di questa attesissima edizione, sta nel cuore pulsante dell’evento. Quest’anno non sarà soltanto una serata di grande sport, di adrenalina e di agonismo. Abbiamo voluto fare le cose in grande, stringendo una collaborazione strategica e solidale con una cooperativa sociale del territorio specializzata nel contrasto al disagio minorile. Le arti marziali, d’altronde, non sono solo tirare colpi. Le arti marziali sono disciplina, rispetto delle regole, controllo di sé e, soprattutto, resilienza. Qualità fondamentali per i ragazzi, specie per quelli che stanno attraversando un momento difficile della propria vita". "Vogliamo – dicono gli organizzatori – che questo ritorno non sia solo una celebrazione sportiva, ma un segnale forte per la nostra comunità. Abbinare lo sport, al lavoro di chi, ogni giorno, sta sul campo per recuperare e sostenere i minori in difficoltà significa dimostrare che sul ring della vita si può cadere, ma ci si può sempre rialzare. La thaiboxe insegna proprio questo: a non mollare mai". Il programma dell’evento promette scintille, con una card di match che vedrà incrociare i guantoni sia a bambini, sia ad atleti promettenti che a fighters più esperti, pronti a dare spettacolo davanti al pubblico delle grandi occasioni. Ma il match più importante si giocherà fuori dalle corde perché la vittoria più importante sarà quella della solidarietà. "Quando il territorio si unisce – concludono gli organizzatori – il KO definitivo lo si dà all’indifferenza e al disagio". Amedeo Pisciolini














