Maltempo, comunicazione frammentata e non tempestiva, persone bloccate sotto la pioggia ferme davanti all’entrata dei palchi principali. Poi l’avviso (via social, quando i cellulari non avevano campo) della cancellazione dei concerti serali. Per poi rettificare (via Instagram) e poi cancellare di nuovo: il primo giorno del Primavera Sound è da dimenticare. Ma questi errori, da un contesto come questo, non sono accettabili
Partiamo da un presupposto: il Primavera Sound è alla sua ventiquattresima edizione, e nel corso degli anni, ha dovuto affrontare criticità che, in festival di grandi entità, succedono. E vengono gestite. La pioggia è sicuramente uno di questi elementi critici, ma può accadere una giornata di maltempo. Importante: gli organizzatori del Festival di Barcellona già sapevano che il primo giorno di questa edizione sarebbe stato caratterizzato da rovesci copiosi, ma gestibili. Tanto che le pagine social avevano avvisato i presenti di indossare determinate scarpe, portare una giacca, un ombrello e prevenire ogni difficoltà. Sì: social media del Primavera, strumento di comunicazione che funziona molto bene nei giorni dei Festival.
Venerdì, però, i social non sono stati così utili: non c’era campo










