Commerzbank resta aperta al dialogo con UniCredit, ma solo a precise condizioni. A ribadirlo è stata l'amministratrice delegata della banca tedesca, Bettina Orlopp, intervenendo, ieri, a Zurigo durante il Goldman Sachs Global Banking & Markets Conference. «Abbiamo sempre affermato di essere disponibili al dialogo e questo non è mai cambiato», ha dichiarato Orlopp, con una metrica che sembra più flessibile nei toni ricordando che il management ha il compito di creare valore per tutti gli stakeholder. Secondo la manager, Commerzbank ha dimostrato negli ultimi venti mesi una significativa capacità di generare valore, rafforzando così la posizione negoziale.Le parole della ceo arrivano in parallelo al confronto a distanza con UniCredit, che nei mesi scorsi ha progressivamente costruito una esposizione economica composita a suo dire del 50% tra azioni e derivati, alimentando le speculazioni su una possibile integrazione transfrontaliera destinata a ridisegnare gli equilibri del credito europeo. Berlino ha finora guardato con cautela all'operazione, considerata la rilevanza sistemica di Commerzbank per l'economia tedesca.

Orlopp ha chiarito che esiste una strada per un'operazione amichevole e che la banca è pronta a sedersi al tavolo delle trattative. Tuttavia, sono necessari due presupposti. Il primo riguarda il riconoscimento di un premio adeguato agli azionisti di Commerzbank. «L'offerta attuale non include alcun premio (solo il 4%, ndr). Anzi, al momento si presenta come uno sconto», ha osservato la manager. Per questo, ha insistito, sarebbe necessario un «premio significativo». Ieri le azioni hanno chiuso a 36.67%: secondo gli investitori l'Ops dovrebbe comprendere un premio del 20% - quindi oltre 44 euro - comprendendo una parte cash rispetto all'Offerta in corso che è solo in azioni.La seconda condizione riguarda invece il riconoscimento del valore del modello di business di Commerzbank. «Non siamo una banca che ha bisogno di essere ristrutturata», ha affermato Orlopp, lanciando una frecciata a Orcel. Un patrimonio che, a suo giudizio, potrebbe essere valorizzato anche all'interno di un gruppo combinato, purché trovi adeguata rappresentazione nella governance e nell'assetto industriale della futura entità. Un aspetto particolarmente rilevante considerando che, in caso di fusione, «il mercato più grande sarebbe la Germania», con la conseguente necessità di tenere conto degli interessi degli stakeholder tedeschi. Quindi mantenimento della sede e del suo modello di business con la conservazione della rete internazionale.I passaggi La numero uno di Commerzbank ha inoltre contestato la natura delle adesioni finora registrate all'offerta di UniCredit. Secondo Orlopp, tra i soggetti che hanno aderito figurano Citi e Nomura e «altre banche che in molti casi sono collegate a UniCredit tramite contratti derivati». Diversa, invece, la posizione degli investitori istituzionali di Commerzbank. La manager ha quindi rilanciato le proprie critiche sull'impatto industriale dell'operazione. A suo avviso, l'offerta «distrugge valore per tutti gli stakeholder, non solo i nostri ma anche quelli di UniCredit», poiché in caso di successo sia Commerzbank sia HypoVereinsbank, la controllata tedesca di Gae Aulenti.La manager ha quindi rilanciato le proprie critiche sull'impatto industriale dell'operazione. A suo avviso, l'offerta «distrugge valore per tutti gli stakeholder, non solo i nostri ma anche quelli di UniCredit», poiché in caso di successo sia Commerzbank sia HypoVereinsbank, la controllata tedesca del gruppo guidato da Andrea Orcel, finirebbero per risentirne.Nonostante le riserve, Orlopp ha ribadito la disponibilità al confronto. «Se il management sarà convinto che un accordo amichevole sarà la cosa migliore per la società, lo faremo», ha dichiarato, aggiungendo di avere personalmente contattato UniCredit per manifestare la disponibilità della banca tedesca a discutere un'eventuale soluzione condivisa. Una porta che resta dunque aperta, ma solo a fronte di condizioni che il management di Francoforte considera imprescindibili per tutelare il valore creato negli ultimi anni.Da Unicredit non ci sono reazione alla nuova presa di posizione della controparte, rimandando al prossimo aggiornamento sull'Offerta di martedì 9.